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lunedì, 06 aprile 2009
Brividi e preghiere.
E chissà quante altre cose avrei voluto scrivere in questa mia "apparizione" sul blog.
E invece, adesso, nella testa e sulla pelle ho solo questo.
Stanotte sono stata svegliata da Gl per il terremoto. Forse, nel sonno, non me sarei neanche accorta da sola. E invece ho sperimentato gli ultimi secondi di traballamento del letto unito a un forte rumore contro le persiane.
Più che paura, ho provato incredulità. "Gianluca, ma che stai facendo?" Gli ho detto ancora insonnolita, prima che mi ripetesse che c'era in corso una scossa di terremoto, mentre per un attimo ho pensato che stesse agitando le coperte e che ci fosse un gran vento fuori al balcone.
E ho chiamato subito la mia mamma, che ancora ricorda drammaticamente il terremoto dell'Irpinia che vivevemmo nel'80, quando abitavamo a Roccapiemonte. Che, naturalmente, era un po' spaventata.
Cercavo mia madre, cercavo notizie.
Da stamattina, poi, più passa il tempo, più aumentano le vittime. Mentre scrivo sono 92. Un numero destinato tragicamente a salire.
Come lo sgomento...
(ASCA) - Roma, 6 apr - Wikipedia, l’enciclopedia libera on
line ha gia’ aggiornato le pagine riguardanti Paganica
segnalando il disastroso terremoto che questa notte ha
provocato decine di vittime. Ecco il testo: ’Paganica e’ una
frazione di L’Aquila, situata a circa 7 chilometri dal
capoluogo ai piedi del Gran Sasso d’Italia, a 650 m sul
livello del mare, ha una popolazione di circa 7mila abitanti.
Il 6 aprile 2009 il centro e’ stato colpito da un disastroso
terremoto che ha distrutto totalmente l’abitato’.
mpd/mcc/alf
061545 APR 09
E le preghiere...
martedì, 17 marzo 2009
La distanza tra me e il mio ultimo post è tutta occupata da una grandissima novità: una nuova casa!
Sì! Finalmente, io & Gl abbiamo preso una casa - trovata dopo tanto peregrinare - e ci siamo ufficialmente trasferiti sabato scorso.
Nelle ultime settimane dunque, oltre alla casa, ho cambiato anche vita:
1) faccio la happy housewife (va beh, wife ancora no, ma ci manca poco!);
2) mi prendo cura di Gl, dalla colazione in poi;
3) tutto lo shopping è finalizzato alla casa (ma stamattina, che dopo vari giorni sono tornata più donna e meno casalinga, non ho resistito a degli accessori in quel negozietto...);
4) non passo più le ore davanti all'armadio per decidere cosa mettere, ma tutto il tempo prima di vestirmi è impiegato a rassettare la casa e abbozzare la cena per il ritorno;
5) considerando che, fino a venerdì scorso, ero abituata a fare poco e niente, è già molto.
Ma domani vado a farmi la ceretta.
giovedì, 19 febbraio 2009
Avevo pensato di non scrivere niente su Sanemo, non volendo fare la figura dell criticona/rosicona che se lo vede da casa.
Confesso subito: mi manca! Mi manca vederlo dalla sala stampa, mi manca respirare musica e salsedine, mi mancano le ore piccole e le grandi risate... Mi manca Sanremo!
Però qualcosina la voglio dire. Ad esempio su Povia: tanto rumore per nulla, anzi, per una canzone orecchiabile che racconta una storia. La storia di quel Luca che "prima era gay e adesso sta con lei". Embè?!?
Mi viene da dire che i gay - verso cui io non ho niente... almeno fino a che non vogliono adottare dei figli - se le vanno un po' a cercare.
Perchè noi etero non ci arrabbiamo per le canzoni dove si parla, che so, di tradimenti, che, di certo, non fanno piacere a nessuno?
A Sanremo si cantano le canzoni, mica si declamano trattati di scienza! Insomma, perchè prendersela tanto? E quel Grillini, il presidente dell'Arcigay, poi, con la storia del messaggino l'altra sera... A parte che i cellulari vanno tenuti spenti in sala, nessuno mette in discussione l'amore che possono provare le persone omosessuali tra di loro.
Io ho dei cari amici omosessuali. Uno di questi è felicemente fidanzato e, spesso, ha gli stessi "problemi d'amore" che possono capitare anche a me: gelosie, incomprensioni, ecc. Tutto il mio rispetto all'amore. Ma non a quelli, uomini e donne, etero e omo, che ostentano la propria sessualità o si vestono/comportano in un certo modo per il solo gusto di provocare.
Anzi, perchè non ricominciamo ad avere un po' di rispetto per i sentimenti, e pure per gli artisti?
lunedì, 09 febbraio 2009
NON E' GIUSTO! HANNO FATTO MORIRE ELUANA...
Non mi resta che pregare per lei e per quelli che ancora credono che sulla vita si possa votare.
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PER SALVARE LA VITA DI ELUANA ENGLARO
Signor Presidente,
la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell'Italia.
Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l'irreversibilità del suo stato vegetativo.
Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l'unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio.
Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all'identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.
Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell'alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un'ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un'adeguata legge.
Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.
Clicca qui per firmare
lunedì, 02 febbraio 2009
Scelta di vita, ovvero Sul matrimonio 3
Ci pensavo già l'altro giorno intervistando Eugenio Finardi, che mi h parlato con tenerezza della sua svolta da rockettaro di "Musica ribelle" a musicista intimista:
"...Solo più tardi ho capito che però quello era un impegno di facciata. La mia svolta artistica è stata nel 1982 quando è nata mia figlia Elettra, affetta dalla sindrome di down. Grazie a lei, dovendomi scontrare ogni giorno contro i luoghi comuni e i pregiudizi, dovendo lottare per i diritti quotidiani, ho cominciato ad avere un rapporto diverso con la realtà, meno ideale. Si trattava di un impegno tangibile, fisico, e questo ha inciso anche nella mia musica, che è diventata più intimista".
Scelta di vita: la sua e quella di sua figlia.
Con lo stesso titolo sto lavorando a un appuntamento per stasera, che sarà un'occasione di incontro tra politica e società civile in favore della vita (ore 18.00 - Municipio X, Sala Rossa, IV piano - piazza Cinecittà, 11 – Roma) con: on. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, on. Paola Binetti (PD), on. Barbara Saltamartini (PDL), on. Luisa Santolini (UDC), e Domenico Delle Foglie (Scienza & Vita).
Scelta di vita: di chi crede che la vita vada oltre le logiche di partito,oltre le ideologie. Pechè lavita non si vota e non si tocca.
E, in fondo, il matrimonio pure non è una scelta di vita?
Prendersi cura di una persona, del suo umore e dei suoi calzini, della sua cena e dei suoi pensieri e decidere di farlo per sempre...
Scegliere una vita con una via che, da un certo punto in poi, avrà quattro impronte affiancate nella stessa direzione...
(e pulire il fango che gli resta sulle sue scarpe quando torna dalla corsa alla Caffarella).

mercoledì, 21 gennaio 2009
Sul matrimonio 3, ma anche le variabili
Gli oggetti delle variabili sono 2: la casa e il lavoro.
Andiamo con ordine, che forse virtualmente ci riesco a mettere ordine nella mia vita...
La casa: Di annuncio in annuncio stiamo valutando la scelta di un nido d'amore. Temporaneo? Di almeno qualche anno? fino a che non arrivino i figli? (considerando che io ho 31 anni e lui quasi 40, mi sa che la terza annulla la seconda).
Affitto (transitorio, 1+1, 4+4 ecc. ecc.?) o proviamo a chiedere un mutuo, che tentar non nuoce?
E, in ogni caso, dove? A metà strada tra il mio e il suo lavoro (che non sono per niente vicini)? Vicino ad almeno uno dei due (magari il mio, che almeno quando torno la sera che esco dalla redazione alle 8, posso preparare la cena prima delle 10)? Oppure vicino almeno a una rete relazionale già consolidata - parenti, amici - che almeno, se ti serve qualcosa, sai dove andare a parare?
Di rifugio in rifugio, anzi, di precariato in precariato, passiamo al lavoro.
Se per la casa è facile fare una trattativa per l'affitto, per la serie prendere o lasciare, che tanto ne trovo un'altra prima o poi, per il lavoro mica si può fare altrettanto!
Su questo campo siamo nella giungla, non in un elegante condominio! Qua c'è la legge "mors tua vita mea". Altro che sconto sulle spese aggiuntive... Quelle, te le fanno pagare fino all'ultimo sangue.
Il sarcasmo è cruento; il silenzio è d'obbligo e il mattino ha l'oro in bocca e me lo tengo stretto, che visto i tempi non si butta via niente.
Ma allora, è più facile trovare la casa o il lavoro dei sogni?
E che fatica cercarli tutti e due insieme!
lunedì, 12 gennaio 2009
Sul Matrimonio 2
Avevo... boh, forse 12 anni, la prima volta che ho sognato di andare a Roma Sposa.
Avevo smesso da poco di pensare ai matrimoni di Barbie e ho cominciato a pensare che, un giorno, sarei stata io in prima persona a sposarmi.
Alle medie si civettava con le compagne di classe; al liceo si spettegolava con le amiche. Ma poi non se ne faceva niente. E io non ero mai fidanzata quando c'era Roma Sposa (che poi, anche se lo sfossi stata, vista la profondità di quelle storie, non ci sarei cmq andata), quindi, al massimo mi sono accontentata dei racconti di quelle più "fortunate".
Poi è arrivata pure l'età delle contestazione: basta 'co ste cose smielate e consumistiche! Ma era tipo la storia della volpe e l'uva...
A tempi alterni, andarci con mia madre mi sarebbe sembrato triste; forse peggio che con le amiche fidanzate (?).
Insomma, alla fine ieri, finalmente, sono andata a Roma Sposa con Gl!
Un'esprerienza che, con il senno di poi (ma anche del durante), non consiglio a nessuna!
Frastornata dal tripudio di suoni (ogni stand con un sottofondo diverso e proposte musicali che il coro della parrocchia è da Sanremo) e colori (tanto bianco, sì, ma con tracce di altri colori osceni!) e appesantita di passo in passo da kg di carta, tra cataloghi, volantini e buste varie, mi chiedevo perplessa... dove fosse il Matrimonio, cioè il 5° Sacramento.
Ogni tanto compariva la scritta Chiesa - per fortuna! - ma solo - ahimè- per le pubblicità degli organisti o delle arpiste...
Tra fontane di cioccolata e giostre di marzapane; tra foto di spose sexy (?!) e quelle dei parenti ingioiellati; tra costosissimi sacchetti con i coralli di plastica e tripudio di fiori appassiti, certo, non mi aspettavo di trovare dei preti negli stand, però, in generale, era tutto, troppo, "contorno"...
Cmq, dopo Roma Sposa, so cosa NON voglio, grazie!
(Però ho deciso che la mattina, al posto del Sudoku, mi sfoglierò un po' di cataloghi in bagno!)
giovedì, 08 gennaio 2009
A proposito di matrimonio 1
Ogni tanto penso ai canti che mi piacerebbe eseguire nel fatidico giorno (solo "ogni tanto", perchè poi, + spesso penso a cose + urgenti, tipo la casa!).
Ce n'è uno molto diffuso: "Vieni dal Libano mia sposa", ripreso dai Neocat. dal Cantico dei Cantici. Ha un testo molto poetico, profondo, delicato e passionale al tempo stesso (come del resto tutto il Cantico).
Vieni dal Libano, mia sposa,
vieni dal Libano, vieni,
avrai per corona le vette dei monti,
le alte cime dell'Hermon.
Tu m'hai ferito, ferito il cuore
o sorella, mia sposa.
Vieni dal Libano mia sposa,
vieni dal libano vieni.
Cercai l'amore dell'anima mia
lo cercai senza trovarlo.
Trovai l'amore dell'anima mia
l'ho abbracciato, non lo lascerò mai.
Alzati in fretta, mia diletta,
vieni colomba, vieni.
L'estate ormai è già passata,
il tempo dell'uva è venuto.
I fiori se ne vanno dalla terra,
il grande sole è cessato.
Alzati in fretta mia diletta,
vieni colomba, vieni.
Io appartengo al mio diletto
ed egli è tutto per me.
vieni usciamo alla campagna,
dimoriamo nei villaggi.
Andremo all'alba nelle vigne,
raccoglieremo i frutti.
Io appartengo al mio diletto
ed egli è tutto per me.
Come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul braccio
che l'amore è forte come la morte
e l'acque non lo spegneranno.
Dare per esso tutti i beni della casa
sarebbe disprezzarlo.
Come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul braccio.
Stamattina mi ci sono svegliata con la melodia in testa (su you tube ci sono delle penose versioni che non linko neanche, con tutto rispetto per Kiko Arguello)... ma poi, aprendo le agenzie, ho visto che dal Libano, stamattina, arrivavano razzi invece che spose...
"Mentre nella Striscia di Gaza prosegue l'offensiva ormai in corso da 13 giorni consecutivi, in mattinata le artiglierie israeliane hanno immediatamente risposto al lancio di razzi da oltre frontiera,
bombardando il territorio libanese dal quale erano piombati verso l’alba gli ordigni, da tre a cinque, abbattutisi su tre diverse localita’ della Galilea con il conseguente ferimento di
cinque persone, nessuna delle quali peraltro in gravi condizioni. Il contrattacco e’ stato annunciato da una portavoce dell’Esercito dello Stato ebraico, spiegando che sono state sparate cinque salve "direttamente e specificamente in direzione dei punti di partenza dei razzi", ma senza precisare
il tipo di proietti impiegati per la rappresaglia. L’area al confine tra i due Paesi e’ la stessa che fu teatro della guerra-lampo dell’agosto 2006 tra le forze israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah; l’ultimo bombardamento con razzi dal Libano su Israele invece risaliva al giugno
dell’anno scorso, ed era stato effettuato da estremisti palestinesi. L’odierno scambio di colpi e’ stato confermato anche da fonti delle forze di sicurezza di Beirut. (AGI)"
lunedì, 05 gennaio 2009
Da oggi si torna alle insalatine e anche a scrivere sul blog, va!
In questi giorni ho pensato di salutare tutti su queste pagine virtuali, per regalarmi uno spazio anonimo dove dire tutto-tutto-tutto, soprattutto nomi e cognomi vari.
Ma poi mi sono detta: e l'Alta Fedeltà?
Allora rieccomi qua, con alcuni buoni propositi:
1) scrivere più spesso (promesso, promesso, promesso);
2) non cedere a troppe golosità e farmi cucire con meno stoffa su fianchi - glutei - pancia il vestito da sposa;
3) oops! L'ho detto! Sì sì sì! Il 2009 sarà l'anno del sì. Gl lo sa, eh! Non è come all'asilo che sbandieravo di essere fidanzata all'insaputa del diretto interessato...
Direi dunque che l'impegno più grande sarà proprio questo: il matrimonio... e scusate se è poco!
lunedì, 22 dicembre 2008
Auguri di vita!
Me li faccio da sola, ma mi piace pensare alla Vita nel giorno del mio compleanno!
Vita: quella che mi hanno donato la mia splendida mamma e il meraviglioso papà/angelo e che trascorro nell'amore familiare da 31 anni.
Quella che condivido da più di un anno e mezzo con Gl.
Vita: quella che racconto attraverso il mio lavoro.
Quella che accolgo attraverso le persone che incontro.
Vita: quella negata a chi non è mai nato:
Quella rubata a chi vorrebbero far morire per forza.
Vita: quella di chi vorrebbe non essere mai nato.
Quella di chi aspetta ancora di nascere.
Vita: che andrebbe celebrata e ringraziata ogni giorno!
mercoledì, 17 dicembre 2008
Quanto ci piacciono le soluzioni "tampone", quelle last minute, quelle che coprono i buchi e che non siamo capaci mai di prevenire!
Stamattina sui giornali e in tv ci sono le im magini catastrofiche dell'Aniene (fiume meno affascinante del Tevere e meno fotografato) esondato, che sembra che anche qui sia passato l'uragano Katrina.... "No, no, ma a noi certe cose non succedono!". "Al massimo, a Roma, quando piove, viene su qualche fogna".
E invece no, succede anche a noi. Di ritrovarci impanicati nell'emergenza, in stato di calamità naturale, a contare svariate migliaia di euro di danni.
Ma i meteorologi o chi per loro (perchè mi pare che ci siano persone pagate per fare le previsioni), non potevano avvisare s
Ma, vsto che ormai l'emergenza cala e pioverà "solo" fino a stasera, c'è un'altra cosa che mi preoccupa, sempre per la serei delle soluzioni "last minute": la pillola abortiva RU486 (che non è quella del "giorno dopo", che è ancora peggio), che, presto, si potrà assumere in tutti gli ospedali.
“Il ricorso alla pratica chimica è, in sostanza, per la presunta facilità di assunzione della pillola, il culmine della privatizzazione dell’aborto. E’ un fatto di donne – secondo la retorica vetero femminista – nel quale anche la figura del medico risulta sempre meno decisiva ai fini della tutela della vita nascente. Anzi – evidenzia Scienza & Vita – è esattamente quello che i medici abortisti aspettavano da tempo per sottrarsi alla pratica chirurgica che li costringeva a cooperare all’atto abortivo. E che sempre più spesso, a ragion veduta, crea loro disagio. Ora la RU486 mette tutta la responsabilità in capo alla donna che dovrà assumere in solitudine la pillola e attenderne gli effetti a domicilio. Così che potrà vedere, con i propri occhi, quello che sino a ieri non aveva modo di osservare, ovvero il frutto del concepimento che ha rifiutato. Si tratterà di un supplemento di dolore che le donne finiranno per vivere spesso in totale solitudine”.
Ecco, dunque, un'altra soluzione facile, che scarica la coscienza dei medici e che, però, suscita il sospetto che prima si potrà praticare solo negli ospedali per una parvenza di controllo, poi però quando passaranno a venderla in farmacia negli altri civilissimi Paesi dell'Unione Europea, anche qui da noi uccidere un feto (= vita umana!) sarà come eliminare un raffredore.
Ma la solitudine delle donne, nella maggior parte dei casi (di aborto) giovanissime (che potrebbe dilagare come un fiume in piena), interessa solo a noi cattolici?
lunedì, 08 dicembre 2008
Piccole cose:
svegliarsi prima la mattina e vederlo ancora sonnecchiare, spettinato e col sorriso beato.
Piccole cose:
una promessa di "due lettere" che vale tutta la vita, un paio d'ore passate a spulciare gli annunci delle case, il tempo sottratto al blog "per motivi di famiglia".
Piccole cose:
quelle che ogni volta ci ricordiamo al ritorno dal corso pre matrimoniale, quelle che ci rimproveriamo a vicenda, quelle che ci fanno ridere insieme.
Piccole cose:
ma poi mica tanto! Quando ti accorgi che la vita sta cambiando trasformata dall'amore!
venerdì, 14 novembre 2008
Alzi la mano chi non crede che quella che hanno sentenziato per Eluana non sia Eutanasia.
E chi crede davvero che morire di fame e sete per mano di altri sia una morte naturale, come dicono loro...
Lungi da me l'essere superficiale e/o retorica. Quella di Eluana Englaro è una vita difficile da accettare, soprattutto per chi le sta accanto. Ma è pur sempre una vita!
Le agenzie di oggi sono piene di commenti. Tutti si sono sperticati a dire la loro. Io rifletto e prego per chi deve decidere.
lunedì, 10 novembre 2008
Ciao Mama Africa!
La cantante sudafricana Miriam Makeba e’ morta nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno dove era stata trasportata dopo essere stata colta da un malore, al termine della sua esibizione al concerto anticamorra e contro il razzismo dedicato allo scrittore Roberto Saviano, tenutosi a Baia Verde di Castel Volturno.
Miriam Makeba aveva 76 anni. Era nata a Johannesburg il 4 marzo 1932.
L’artista ha accusato un malore subito dopo aver concluso il suo concerto. Sul palco di Baia Verde ha cantato scalza per circa mezz’ora, con una notevole intensita’ e partecipazione, finendo il suo intervento tra gli applausi a scena aperta del pubblico.
Dopo l’esibizione, dietro al palco la Makeba ha chiesto una sedia per sedersi, ritenendo che si trattasse di un malore passeggero. Chi le stava vicino - tra gli altri, il nipote Nelson e il suo manager italiano che l’avevano accompagnata nella sua trasferta in Campania - si e’ reso conto che le
condizioni della cantante erano preoccupanti.
Con una telefonata al 118 e’ stata fatta giungere sul posto un’autoambulanza, che ha trasferito l’artista nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno. I medici hanno riscontrato una crisi cardiaca ed hanno avviato le cure, che sembravano aver dato un buon effetto. Miriam Makeba sembrava essersi ripresa.
Dopo un po’, pero’, e’ sopraggiunta una seconda e piu’ forte crisi e la cantante e’ morta. (Fonte: Ansa)
Famosa in tutto il mondo per essersi battuta vigorosamente contro il regime dell’apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica, era diventata delegato delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo, aveva causato la
reazione del governo sudafricano che, nel 1963 - in pieno regime di apartheid - l’aveva costretta all’esilio ed aveva messo al bando tutti i suoi dischi. ...
Insomma, Miriam Makeba fino alla fine ha prestato la sua voce per una causa civile.
Anche se forse, per quella di Saviano, dopo la cittadinanza onoraria a Roma e le magliette pro-lui distribuite agli studenti, si sta un po' esagerando.
Che di eroi quotidiani ce ne sono in giro e non finiscono sui giornali perchè spesso ai giornali li zittiscono o perchè altri "più raccomandati" diventano oggetti di marketing...
giovedì, 06 novembre 2008
martedì, 28 ottobre 2008
C'è gente che si diverte ad andare ad incendiare di notte garage e palazzi e a lasciare senza casa 160 famiglie fino a Natale.
C'è gente costretta (?) ad abbandonare nei cassonetti due bambini per ripararli dalla pioggia mentre si prostituisce (?).
C'è gente in Iraq e India che, 2009 anni dopo, perseguita ancora i seguaci di Cristo, colpevoli di predicare l'uguaglianza tra le genti.
...
C'è gente su Facebook che si è rituffata nei ricordi, che sta lì tutto il giorno a smanettare per ritrovare chissà chi; e chi riscopre una focosa coscienza civile e inonda la rete di petizioni virtuali - dai diritti degli animali a quelli degli unviersitari- che ormai passo più tempo a "ignorare" le richieste di adesioni che mi arrivano lì, che non a leggere la posta elettronica ordinaria.
C'è gente invece che ancora passa il tempo sui blog e siccome non ha niente di meglio di fare, sceglie bersagli virtuali da colpire nell'anonimato, sputando sentenze e opinioni varie, rischiando però di cadere nel ridicolo (vedi i commenti al mio post precedente), e di navigarci da solo/a in tutto quel fango gettato.
...
C'è gente, dulcis in fundo, che riscopre l'amore, che sa ancora guardarsi con occhi nuovi, che si rafforza nelle difficoltà, che combatte le calunnie con gli abbracci, che perdona, che sogna, che ama.
sabato, 04 ottobre 2008
Chi pensa che musicalmente, in Italia, si sentano un po' sempre le stesse cose, della serie cambiano i nomi ma non la sostanza e anche Ligabue, che è tra i pochi che ancora vendono i dischi, fa un po' sempre le stesse canzoni, non ha mai sentito Jhon De Leo.
Dire istrionico e versatile è poco. Dopo averlo intervistato l'altro giorno, ieri l'ho anche visto dal vivo in concerto e mi sono realmente divertita.
Lo avevo definito un "fumetto parlante", ma lui va anche oltre, fino ad autoironici monologhi con un ventriloquo che non c'è.
Ai Sanremi (2), nonostante i premi, non aveva mai sfondato tra il pubblico con i Quintorigo, rimanendo una godibile presenza negli I Pod di pochi. Eppure è sempre stato originale, con quella sua voce-strumento portentosa, che lo fa essere un po' rumorista, un po' scat (la tecnica jazz per cui non si cantano parole ma fonemi improvvisati).
E poi gli strumenti giocattolo, usati da tutti suoi musicisti (anche loro bravi e polivalenti): che spasso!
L'intervista era iniziata con un po' di amarezza, perchè, nonostante tutto, non si sente libero di fare veramente-musicalmente come gli pare. Tv, mercato, manager non glielo permettono. Insomma, per il momento osa fino a un limite che però gli va stretto. Figuriamoci, allora che potrebbe combinare!
E di musicisti che si divertono a fare quello che fanno (suonare), ne ho visti anche al concerto di Giovanni Tommaso (che pure avevo intervistato), che ha festeggiato i suoi 50 anni di carriera portando sul palco, sul filo dell'amarcord, artisti ormai imbiancati dalle facce buffe e dalle mani ancora vivaci.
Insomma, dopo le ultime riflessioni sui lavoratori che mettono a rischio la propria vita ignorando le misure di sicurezza, mi piace parlare di lavoratori (lo so, c'è chi crede che fare il "musicista" non sia un lavoro, ma io no!), capaci di trasmettere ben altri brividi.
Tutta un'altra musica...
venerdì, 19 settembre 2008

VOGLIO FARE UNA DENUNCIA (ma sembra difficile)!
La foto parla da sè. E i tg parlano delle morti bianche. E' pazzesco, anzi, ci sono due cose pazzesche: La prima è che gli operai accanto al mio palazzo, una squadra giovane e tutta di italiani, da come parlano, lavorino senza casco di protezione mentre montano l'impalcatura.
La seconda è che è più di un'ora che provo a chiamare, nell'ordine:
1) il 112 che mi dice di rivolgermi all'ispettorato del lavoro, dandomi un numero di tel. che risulta un fax, oppure i vigili urbani.
2) l'ispettorato del lavoro perchè penso che ai vigili, in questi giorni, abbiano chiesto di fare altro.
3) l'ispettorato del lavoro ancora... e per altre 3 volte, prchè ogni volta, pur con numeri diversi, mi risponde sempre la stessa centralinista.
4) il Patronato, che però ha gli stessi numeri che ho io.
Adesso, sono almeno 5 minuti che sto al telefono con i vigili ad ascoltare Ennio Morricone...
Ti fanno passare la voglia di essere un cittadino responsabile!
Non sono Beppe Grillo e la mia denuncia sul blog sarà letta da pochi. Ma spero serva a qualcosa.
martedì, 16 settembre 2008
Richard Wright, il tastierista dei Pink Floyd, non c'è più. La reunion non si farà.
Ultimatum e trattative all'Alitalia, ce ne sono fin troppi (con tutto il rispetto per i lavoratori). Ma l'accordo si farà?
Qualcuno (Veltroni), qualche mese fa, andava in giro a dire "Si può fare". Ma non gliel'hanno fatto fare. E manco si è "opposto" tanto.
Io, nei mesi scorsi, parlavo tanto di matrimonio, ma poi mi sono accorta che ancora non si poteva fare. Meglio tardi che mai (l'accorgersene, non il matrimonio, che, come dice sr Paola, io, per come sono fatta, sto meglio da sola che con un cattivo marito!).
Mentre riprendo pian piano le mie varie attività, e cerco di mettere in atto tutti i buoni propositi d'inizio anno (finire di digitalizzare la mia infinita rubrica di lavoro, segnarsi in palestra/piscina, riprendere danza del ventre oppure convincere Gl -tocco di legno- ad andare insieme a tango, trovare la voglia di andare regolarmente ai "10 comandementi", ecc.: tutte cose che si possono fare!), tra le prime piogge torrenziali e i primi freddi da non dormire più scoperti, mi impegno nel mio discernimento per capire quello che devo e quello che non devo più fare.
Insomma, ci sono cose che non si posso fare. Per tutte il resto, c'è la Provvidenza!
venerdì, 05 settembre 2008
Dopo aver scritto tanto di me, ultimamente, a beneficio di quanti amano le soap operas ma non hanno il tempo di guardarsele in tv (vero Faby?), oggi, nel giorno in cui si ricorda la Beata Teresa di Calcutta, ci tengo a richiamare l'attenzione su quanto sta accadendo in una parte del mondo dove io ho lasciato il cuore: l'India.
Mi riferisco alle persecuzioni contro i cristiani nell'Orissa.
Perchè ci sono silenzi che fanno bene. Quelli a meditare davanti ai tramonti o nel segreto di chiese e camerette. Ma ce ne sono altri che vanno rotti, scavalcati con potenza e indignazione.
Oggi la Cei ci chiede una giornata di preghiera e digiuno come protesta pacifica e non violenta, nel solco della tradizione indiana del dharna, per richiamare l'attenzione della comunità nazionale e internazionale sulle tragiche vicende e pregare insieme - nelle parole del cardinale Varkey Vithayanthil - "per l'armonia tra le religioni e la pace in India".
E io allargo volentieri il campo visivo, per ritrovare, almeno idealmente, tutti i bimbi che aspettano che "Miss Macarena" (come mi chiamavano da quelle parti dopo aver esportato la mia Macarena casareccia/tribale) torni a trovarli.
lunedì, 01 settembre 2008
 
Quando, tra Bosa e Alghero, mi fermavo continuamente a fotografare tramonti, pensavo solo di trovarmi nel posto giusto, al momento giusto, ma senza la persona giusta accanto: era tutto troppo romantico per condividerlo solo con i miei pur fantastici amici.
Se avessi cominciato a scrivere questo post stamattina, avrei parlato di quanto fosse emozionante ri -innamorarsi della stessa persona, riscoprire il piacere di stare e progettare insieme...
Invece scrivo adesso, con il magone del sogno che, ancora una volta, si infrange...
mercoledì, 20 agosto 2008
Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via pure i costumi, i copricostume, le infradito & tutto il resto: stasera si parte per la Sardegna!
Ho messo un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.
Ho messo pure via i ricordi alquanto movimentati di queste ultime settimane, avvolta dal suo (sì, di Gl) abbraccio, che mi porto dietro con infinita tenerezza.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia sui rimorsi che rimpianti
che rancori sui perché.
Parto senza di lui (siamo invece un trio inedito ma secondo me riuscitissimo... spero!), ma con lui dentro. Anche se ho staccato le foto dal muro e rigirato i quadretti, quasi a dire: al ritorno vi rimetto come prima...(o no?)
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via
riesca a metter via
riesca a metter via te. ("Ho messo via" - Ligabue)
martedì, 05 agosto 2008
Come si fa a chiudere un capitolo sul blog?
Finito il tempo di cantare insieme
si chiude qui la pagina in comune
il mondo si è fermato io ora scendo qui
prosegui tu, ma non ti mando solo…
Ti lascio una canzone…
(Ti lascio una canzone – Gino Paoli)
Qui, in questa profusione di parole, quali quelle più giuste? Che se le rileggi non piangi poi tanto?
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me
e che
siamo l'eco di parole intrappolate in fondo
al cuore.
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro
gli occhi miei;
che siamo solamente
incomprensioni e lacrime
(Abitudine - Subsonica)
Al "la costruzione di un amore" ci ha pensato Fossati. Ma alla distruzione?
Qual'è la migliore canzone per consolarsi?
Io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via
(L’amore conta – Ligabue)
Basteranno un tailler e un vestitino di Max&Co, un vestito di Ethic, un altro di Ferrone, una canotta con accessori abbinati, comprati tutti questo pomeriggio (più i sandali del'altro giorno), a colmare la sua assenza?
E qual è il grado di dolore
che riesci a sopportare
prima di fermare l'esecuzione
e chiedere soccorso a me
che non ti do
un motivo ancora per restare
nella storia di una storia che non c'è.
(Lasciarsi un giorno a Roma – Niccolò Fabi)
Perchè sono capace di svegliarmi di notte e con la voglia di piangere e, al tempo stesso, sento un prepotente bisogno di leggerezza che devo accontentare a tutti i costi?
La fine di un amore
e' quando i silenzi sembrano parole
e' quando gli occhi, gli occhi
non bastano piu'
la fine di un amore
e' la paura di soffrire
l'incontenibile desiderio
di fuggire
(La fine di un amore – Paola Turci/ Luca Barbarossa)
E se ancora nessuna cosa mi "parla di lui", quando inizierò (e quando finirò) con la più classica delle reazioni post?
Ieri ho ritrovato
le tue iniziali nel mio cuore
non ho più voglia di pensare
e sono sempre più sbadato
tu come stai?
(E tu come stai? – Claudio Baglioni)
E' vero che l'amore deve darti delle risposte e quando ci sono troppe domande non è un buon segno?
Insieme a te non ci stò più,
guardo le nuvole lassù...
cercavo in te-e-e-e
le tenerezze che non ho,
la conprensione che non so
trovare in questo mondo stupido.
Quella persona non sei più,
quella persona non sei tu....
finisce qua-a-a-a
Chi se ne va che male fa?
(Insieme a te non ci sto più – Caterina Caselli)
lunedì, 28 luglio 2008
Cara A.,
tu dici di no, ma, intimamente, anch'io sono convinta che tu, 'sto bouquet, me l'abbia un po' tirato apposta.
La concorrenza era agguerrita, ma io, espertissima del settore, avevo scelto una posizione strategica e funzionale.
Quando ho visto che arriava dritto verso di me, non ho neanche fatto lo sorzo di slanciarmi in avanti per prenderlo al volo. Ho lasciato che mi cadesse ai pedi.
Ultimamente, al contrario, mi lascio cadere poche cose. Sono in un periodo di pura "assorbenza" che mi rende alquanto vulnerabile.
Cara A.,
dopo ti ho abbracciato e ti ho detto quello che stava accadendo. Veloce e con il sorriso sulle labbra, per non far trasparire niente.
Poi ti ho abbracciato più forte e ti ho detto: "E' il mio terzo bouquet, ma magari questo porta fortuna per davvero".
Perchè io, ci credo o no alla Provvidenza?
La tua storia con F., mi insegna che vale la pena fidarsi del Signore.
Devo ricominciare a pensarci anch'io...
domenica, 20 luglio 2008
Sydney. Interno. Dal monitor rigorosamente al plasma le immagini della Messa conclusiva della Gmg 2008.
Nascosta agli sguardi assonati dei giornalisti reduci dalle infinite ore di Gmg, mi ritiro per raccogliere l'eco della notte di Randivick che e' ancora fortissima.
Se fino a ieri rimanevano volti, colori, ecc., da oggi ci sono anche le parole. Quelle del Papa.
E anche se in questi giorni non ho fatto la pellegrina, anche se ad avvolgermi sono stati solo i pannelli grigi di una redazione posticcia che da domani scompare, anche se Barangaroo rimane solo un puntino rosso della mappa di Sydney e Randwick quel posto che sul mio pass non c'era, non riununcio a riflettere su quello che di questa Gmg mi rimande dentro.
"Qual è la nostra risposta, come testimoni cristiani, a un mondo diviso e frammentato? Come possiamo offrire la speranza di pace, di guarigione e di armonia a quelle “stazioni” di conflitto, di sofferenza e di tensione attraverso le quali voi avete scelto di passare con questa Croce della Giornata Mondiale della Gioventù?"
"Dal bimbo derelitto di un campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un’appartenenza, all’unità".
"Di più: l’amore ha un tratto particolare; lungi dall’essere indulgente o volubile, ha un compito o un fine da adempiere: quello di permanere. Per sua natura l’amore è durevole. Ancora una volta, cari amici, possiamo gettare un ulteriore colpo d’occhio su quanto lo Spirito Santo offre al mondo: amore che dissolve l’incertezza; amore che supera la paura del tradimento; amore che porta in sé l’eternità; il vero amore che ci introduce in una unità che permane!".
Gl, l'ultima la scriviamo sul libretto del matrimonio?
sabato, 19 luglio 2008
’La vita non e’ semplice accumulare, ed e’ ben piu’ che avere successo’. Il Papa di Randwick sembra aver letto il mio blog!
venerdì, 18 luglio 2008
Luci su Sydney.
La prima foto l'ho scattata ieri (le altre, confesso, sono per gentile concessione di Carlo P.)
I colori delle bandiere, delle facce multi etniche, delle felpe e degli zaini dei pellegrini.
I colori di questo cielo immenso smarginato di speranza e carico di sogni.
In questi giorni ho conosciuto piu' di qualcuno arrivato qui per trovare se stesso.
Certo, chi ci viene per una Gmg non ha bisogno del "contorno" per trovare se stesso.
Diciamo che ci sono un cielo con la c minuscola, da contemplare e un Cielo con la C maiuscola, per contemplare.
Quando poi hai davanti entrambi, non resta che il silenzio. Il silenzio per ascoltare.
 
martedì, 15 luglio 2008

Sydney, e' iniziata la Gmg!
Stamattina venendo al media center, ho attraversato una Darling Harbour piena di colori e, al richiamo delle percussioni, non ho resistito e ho fatto una piccola deviazione.
Erano i Neo Zelandesi, fantastici!
La tentazione era di mettermi a piedi nudi sull'erba con loro, ma ho mantentuo un certo contegno e mi sono limitata alle foto a qualche "scutuliata".

Di questi giorni, ci sono cose che mi rimarrano sempre nel cuore.
Ma piu' che cose, volti, sorrisi, confidenze.
Da ieri e' iniziato anche un po' di caldo. E oggi sole, cielo, mare e distese verdi stanno avvolgendo la marea di pellegrini e scaldandomi il cuore.
domenica, 13 luglio 2008
In cerca di brividi...
Sydney stamattina, si e' svegliata con il cielo plumbeo.
La baia di Darling Harbour rifletteva il grigiore di questo cielo sconfinato.
Per contrasto pero', da oggi la citta' si e' popolata dei colori della Gmg, tra bandiere e felpe di giovani da tutto il mondo.
Stamattina sono entrata nella cattedrale di St Mary, ad Hyde Park, e ho avuto i brividi. Ho capito che la Gmg stava iniziando, che la folla di giovani che avevo raccolta davanti, era solo l'inizio.
Lavorando troppo per questo evento, non mi ero ancora mai soffermata a pensare a cosa potesse significare nella mia vita, al di la' del curriculum.
Ma i brividi di stamattina, i primi non di freddo da quando sono arrivata, mi hanno "riportata alle origini".
Ho fatto poi un giro ad Hyde Park, per incontrare una mia vecchia conoscenza della RV, K. (che legge il mio blog e che quindi ringrazio pubblicamente perche' e' stata un pozzo di contatti utili per i miei ospiti australiani).
E senza averlo programmato, ho assistito a una sorta di show case di Guy Sebastian, un cantante r&b molto popolare qui, una specie di Tiziano Ferro australiano, con una voce incantevole. E' il tipo che ha scritto e cantato l'inno di questa WYD.
Per il resto, ho passato la giornata al Media center, dove ci siamo trasferiti definitivamente. E c'e' l'aria condizionata a palla.
Ma erano meglio gli altri brividi.
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