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martedì, 28 febbraio 2006
Qui Sanremo. Fino ad ora le cose più belle, scusate, ma non sono state le canzoni. Piuttosto un paio di momenti che ho vissuto oggi e che in pochi han visto. Ero all'Ariston con il vescovo di Sanremo, che è venuto a parlare a cantanti e musicisti. Ebbene, è stato trattato davvero con molto rigurado dagli addetti ai lavori che dovevano scarrozzarlo per il teatro ( e ci hanno portato anche in regia) e ci sono stati un paio di operatori che gli sono corsi incontro per confidarsi con lui. Uno gli ha raccontanto di un libro di poesie sulla vita e sull'amore scritte da lui e che ha pure recitato in uno spettacolo. Insomma, anche dietro al mondo dorato di Sanremo, la macchina che inghiotte i cantanti e le starlette, ci sono dei cuori teneri.
L'altro momento è stato quello delle confidenze di una discografica sull'orlo di una crisi di nervi.
Insomma, pluriconsulente e un po' psicologa.
Sempre Sanremo. A differenza di ieri, che ho scaldato - ma in maniera produttiva- la sedia per quasi tutto il giorno, con una breve pausa per la cena, oggi sono stata seduta qui, al mio posticino in 3a fila, per un totale di 15 minuti. Ma stasera mi rifarò... Considerato che il festival è appena cominciato e, naturalmente, non finirà prima di 4 ore.
In corso c'è quella lagna della Oxa. Tra l'altro ha una voce stridula che è pure fastidiosa...
Invece poco meno di un'ora fa, Ivan Segreto ha intonato una canzone per me che aveva a che fare con il profumo, perchè io gli ho regalato dei fazzoletti per rimediare al suo terribile raffreddore e siccome hanno i pupazzetti e sono profumati, ci abbiamo scherzato un po' su e io gli ho detto che annusando l'odore si sarebbe ricordato di me... e allora lui ha cantato. Potete immaginare la mia soddisfazione! Voelvo conservarmi il fazzoletto usato, ma mi è sembrato troppo. Non sono mai stata una feticista... ma per Ivan potrei fare un'eccezione.
Oggi ho fatto l'en plein con tutte le mie varie collaborazioni sanremesi, alle quali si è aggiunto anche il programma Voyager di rai 2... E tra un'intervista e l'altra, tra A Sua Immagine, Rai Sat Ragazzi, Sat 2000 e Voyager, ci ho infilato anche un servizio per il GR delle 21 della Radio Vaticana... ovvero il motivo principale per cui sarei qua.
Non solo canzonette. Il festival di Sanremo si conferma un evento mediatico capace di smuovere oltre 1250 giornalisti da tutto il mondo e migliaia di persone che accorrono alle porte dell’Ariston per vedere da vicino i cantanti.
E nel festival quasi tutto italiano, voluto così da Giorgio Panariello a trionfare è sempre l’amore universale, sentimentale, tradito, deluso, ma anche pieno di speranza come nel brano lei ha la notte, di Nicky Nicolai, dove a sperare è una prostituta innamorata. Musica e speranza anche nella canzone di Gigi Finizio con i ragazzi di Scampia, una ventata di ritmo che spicca tra le solite melodie confezionate apposta per Sanremo. Tra gli uomini convincono Ron con l’uomo delle stelle e Michele Zarrillo con l’alfabeto degli amanti. Tra i gruppi emergono invece i Nomadi, fedeli a se stessi e tra gli unici a portare in gara anche dei valori con la loro Dove si va. Dunque il festival è anche un’occasione per aprire i cuori. A sostenerlo è anche il vescovo della diocesi di Sanremo- Ventimiglia, Carlo Maria Careggio, che ha incontrato questo pomeriggio cantanti e musicisti, cercando di elevare l’attenzione al di là dello spettacolo. Ascoltiamo il parere di Mons. Careggio. ( e qui partiva un pezzetto d'intervista)
Concita De Simone, per la Radio Vaticana
E intanto il tempo va, passano le ore e prima o poi si saprà il vincitore!
lunedì, 27 febbraio 2006
A Britti (che canta adesso)! Qua ci vorrebbero 10 mila caffè per resistire allo sbadiglio galoppante!
Insomma... Fino ad ora non si sono ascoltate canzoni che cambieranno la musica italiana, nè che rimaranno impresse a lungo. Ok, non voglio essere catastrofica: infondo siamo solo a metà. Eh?!? Siamo a metà? E sono le 23.14? Aiutoooooo!
Travolta che massaggia i piedi alla Cabello, è davvero un alto momento di tv che valorizza la nostra italianità... Va beh... parlo per invidia. Scusate.
Cmq qui in sala stampa a Sanremo gli umori sono ancora piuttosto piatti. Il festival scorre senza troppi entusiasmi. Io non so chi abbia scritto i testi a Very Victoria, ma cmq sono meglio di quelli di Panariello, che non mi faceva ridere quando faceva il sabato sera e non mi fa ridere neanche adesso.
Mhm...mi accorgo che da quando sto scrivendo del festival sono diventata un po' più acidella e non per partito preso. Ma qui sono tutti concordi. E partito un "che schifo" appena John ha ballato Night Fever.
Ma quando arrivano le canzoni?
Una musica celestiale ci introduce alla prima sera della 56a edizione del Festival di Sanremo. Panariello è emozionato. Punto.
Buio in sala. Luci soffuse e nasi all'insù in sala stampa per vedere il maxi maxi schermo.
E siccome al momento non c'è altro da scrivere, a parte la satira simil politica di Giorgino sul palco, passo e chiudo. Da Sanremo è tutto (l'inizio).
ps. Praticamente Panariello aveva provato 'sto monologo ieri in sala stampa. Cioè, sta ripetendo le stesse battute fatte ieri e oggi in sala stampa e 'mo, a proposito del pienone di telecamere e programmi vari, ne ha detta pure una sul Papa che ci manca che si affacci dal Casinò. Non esageriamo, George!
John Travolta è qui! Carramba!
La Cabello gli spiega che Mazzi parla troppo e ora sono qui che parlottano alle orecchie in grande intimità... La gag prevede che Travolta non sappia chi sia Panariello.
Sala stampa: "Conosci Tony Renis?" Travolta: "Yes".
Travolta: "Chi è il famoso giornalista Andrea Spinelli?" Insomma... si ride a gogo. Poi Travolta chiede a Ilary come sta la caviglia di Francesco... Che doolce!
Adesso Spinelli fa una domanda... "Hai mai odiato Tony Manero?"
Travolta: "No, no... " con buona pace di tutti.
Poi la gag prevede che Travolta continui ad ignorare Panariello, nonostante si sia messo a ballare sul palco. E Giorgino fa finta di andarsene. Va beh, meno male che si ride!
Sanremo. Il giallo della Oxa si arricchisce di una polemica. A parte le prove a porte chiuse, sgradite da molti, stanno sollevando in sala la questione che il suo brano è più lungo degli altri. E Stefano di Battista, Nicky Nicolai e latri si sono lamentati che il loro brano è stato tagliato.
Il direttore artistico non vorrebbe fare la "ghittoglina" e sarebbe per il criterio artistico. Altriemnti c'è il rischio che dopo i 3 minuti e mezzo, le tolgono l'audio. Sai che belle scene!
Ma, dico io, nel mio piccolo... Non glielo potevano dire prima alla Oxa, quando ha presentato la canzone? Eh, no... se no di che si parlava...
Sala Stampa, Sanremo. Ecco che Panariello parla delle canzoni... Meno male! Dice che gli sono piaciuti i giovani. Poi passa all'appello della LAV di cui è testimonial (ma il passaggio mentale dai giovnai in gara agli animali da salvare è casuale?) E si sono inventati dei ventagli per sventolarsi all'Ariston. Giorgino chiede una tregua allo sfoggio di pellicce durante il Festival. Cosa buona e giusta.
La Cabello confida di star facendo la zia di Cristian Totti per far riposare mamma Ilary. Insomma... un festival a conduzione familiare.
Qui Sanremo. Finalmente inizia la conferenza stampa, con sollievo di fotografi, giornalisiti che devono scrivere e altri che vogliono andare a pranzo.
Panariello chiede di fare attenzione a tre cose: l'inizio che annuncia particolare, con un monologo del Sanremo "nella sua testa"; John Travolta che verrà vestito in modo particolare...; la terza non la dice.Insomma... sarà una serata particolare! ... E le canzoni? Mhm... forse era la terza cosa che si è scordato!
domenica, 26 febbraio 2006
Sempre Sanremo. Torniamo alla conferenza stampa che è in corso.
Marta Cecchetto, una delle modelle, si è appena scusata perchè non le capita mai di parlare in pubblico, perchè lei "fa altre cose", suscitando ilarità generele... e qualche dubbio su dove l'abbia presa Panariello.
La Cabello ha dei sobri orecchini con le facce di Ilary Blasy e Giorgio Panariello.
Mi guardo in giro e vedo già gente con occhiaie e borse sotto agli occhi, compresi quelli che stanno parlando. Cominciamo bene!
I colleghi scrivono, chiacchierano, parlottanto. Io, adesso che ho recuperato un po di materiale postato fresco fresco, passo e chiudo, che mi devo leggere la rassegna... Infondo sono qui per lavorare...
E andiamo ai dettagli... Arrivo qui il 24, da Nizza con furore, in macchina con l'autore che mi sta aprendo le porte di varia tv. Bravo e intelligente - e non lo dico per piaggeria- il mitico "Scanca" è uno che fa la tv che piace a me. Ergo, farla con lui è un onore e un piacere.
Questi primi due giorni sono stati abbastanza calmi. So che da oggi in poi sarà sempre peggio. Ma io non sono di quelli che si lamentano "perchè stanno a Sanremo e Sanremo è un casino (anzi, un casinò). E ci sta troppa gente per strada e troppo traffico a piazza Colombo". Io a Sanremo mi diverto! Continua ad essere una figata, anche se è il 4 della mia carriera.
A parte conoscere meglio quelli delle case discografiche, l'altro vantaggio del 4 anno è che mi oriento meglio a Sanremo, e faccio da guida alle varie troupe con cui lavoro, tra RAI SAT RAGAZZI e SAT 2000 (ecco, l'ho detto! Sì, collaboro anche con "Uno per uno", sempre by "Scanca").
Quest'anno mi concedo anche i ristorantini fighi di Sanremo. E la mattina mi sveglio a mi affaccio sulla terrazzina abitabile della mia stanza all'hotel Ariston Montecarlo, con vista mare a sinistra e una collinetta a destra, giusto sopra la Conbipel.
E poi ci sono i colleghi della Sala Stampa, della serie "chi si rivede". E siccome c'è un sacco di gente simpatica, qualcuno rasenta anche la follia, stare qui, in sala stampa, è una delle cose più divertenti, diciamolo.
Prima di dire che sta per iniziare la prima conferenza della settimana festivaliera di Sanremo, devo dirvi che sono a Sanremo. Ebbene sì... Talmente tanto il lavoro che manco avevo scritto emozioni, accordi e disaccordi prima della partenza.
Davanti a me, terza fila verso sinistra, dietro adnkronos, davanti all'unione sarda, a destra dell'agr e a sinistra del secolo XIX, il palco inondato di fiori con dietro un po-po di belle ragazze, tra le 4 modelle e la Cabello e la Blasy oltre agli alti vertici RAI , Panariello che aha ppena ripreso il capo uff. stampa che ha chiamato la Blasy Ilaria, il sindaco e non mi ricordo chi altro.
Nava (sempre il capo uff. stampa RAI), ha definito il festival "Olimpiade italiana della canzone". Bhe... le olimpiadi agli italiani mi pare di aver capito che non siano andate troppo bene. Speriamo meglio per il festival!
martedì, 21 febbraio 2006
Scalzo ma con ai piedi gli immancabili calzini rossi da concerto. Così Sergio Cammariere ha accolto nel camerino (che in questi giorni è di Vincenzo Salemme) amici, superfans, colleghi e vips vari, giornalisti, parenti & compaesani. Io ero lì che aspettavo pazientemente, senza rivendicare diritti di precedenza in quanto giornalista e amica o almeno conoscente di tutto il suo backstage. Mi intrattenevo in pr e con il mio paziente fidanzato, da ieri sera sulla via della "santificazione".
Nel frattempo, si avvicendavano sotto ai nostri occhi scene imbarazzanti di gente che si inginocchiava davanti a Sergino, sussurandogli complimenti. Ci mancava solo che gli baciassero le mani. E chissà, forse qualcuno non visto l'ha anche fatto! Va bene la passione per un cantante -per Cammariere giustificata, chi dice no!- Ma non esageriamo con l'idolatria! Certe donne, davanti a certi uomini, "nun se regolano", si direbbe a Roma. E anche certi uomini (per par condicio) non scherzano! Accalcati fuori dalla porta per un abbraccio o per toccargli la mano - che magari porta bene!
Vero è che il concerto è stato strepitoso. Impossibile -almeno per me- non ballare seppur rimanendo seduta sulla poltroncina del Sistina. Già le sue canzoni sono belle così. Poi con l'orchestra alcune ne hanno guadagnato ancora di più. Dello stesso parere Roberto Kunslter (il mitico paroliere), visto per un breve saluto sul palco e poi dopo nei meandri del camerino, quando l'ho salutato.
Intanto il tempo va, passano le ore, e di Sanremo si sente sempre più forte l'odore... Sempre meglio della puzza. Quelli che ci vanno già sudano per le prove e le fatiche della promozione. Quelli che mancano... vanno in puzza, qualcuno con classe, altri ripescandosi in tutti gli altri varietà e talk show televisivi della serie "purchè se ne parli".
Ogni anno ci promettono che vincerà la musica. Ma tanto alle promesse non mantenute, questa Italia ci ha già abituati. (ogni riferimento politico alla suddetta espressione è puramente voluto).
venerdì, 17 febbraio 2006
Aspettando Sanremo. Cominciano le polemiche (oggi tocca Cristicchi. Pare che la sua coautrice si sia auto-plagiata), tutte ne parlano mentre giurano che non lo guarderanno e le solite cose.
Ufficialmente quest'anno io avrò le mani in quadruplice pasta: Radio Vaticana, Rai Sat Ragazzi, A Sua Immagine- rai uno (faremo un puntata da lì in onda il 4 marzo), e un'altra tv che siccome anora non ho firmato non dico.
Con tutta quest'abbuffata di Sanremo, già non so più a chi dare i resti, e cerco un esperto di excel per preparare una tabella per farmi il piano di lavoro... che io 'co ste cose tecniche e precise non vado tanto a nozze.
Nel frattempo non si vive di solo Sanremo!
Ieri ho intervistato il mio amico (va beh,non è che ci frequentiamo, ma ci mandiamo e mail e sms alemno per le feste) Sergio Cammariere che lunedì sera farà un (sicuramente) meraviglioso concerto al Teatro Sistina, in quartetto con l’Ensemble Orchestra Filarmonica Roma Sinfonietta di 26 elementi diretta dal Maestro Paolo Silvestri. Oggi, o al più tardi lunedì (colpa mia che l'ho fatta slittare da ieri), Pacifico per il suo nuovo album "Dolci frutti tropicali)...
E intanto mi piace ascoltare in radio il nuovo, poetico e significativo singolo di Niccolò Fabi "Costruire"...
Chiudi gli occhi ed immagina una gioia molto probabilmente penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi di eccitazioni da prima volta quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo a quello di vernice fresca a un regalo da scartare al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio a una matita intera la primavera alla paura del debutto al tremore dell'esordio ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è sapere è potere rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario ma tra l'attesa e il suo compimento tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve
io ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve a breve...
martedì, 14 febbraio 2006
Ai giovani innamorati di Alda Merini
O giovani pensieri cercate le perle della vita, giovani innamorati che fate teatro con voi stessi e aspettate il cavallo bianco che vi porti lontano. Rimew di vita pregate che Dio vi ascolti, perchè nell'amore è la fede e certo la sostanza della vita. Voi siete angeli consolatori delle nostre pene di vecchi giovani innamorati che ci preparate nei gesti pieni di canzoni e di rime a invitarvi a nozze.
Dedico questa poesia a noi, al nostro amore così bello e così pieno di fede, mentre ripenso a noi ieri sera, a contemplare stelle e bisbigliare amore, a sussurrarci sogni e bisogni, abbracciati in adorazione davanti a Lui.
sabato, 11 febbraio 2006
Ho appena concluso un'intervisa a me... Cioè sì, per una volta io stavo dall'altra parte del telefono, a farmi intervistare per promuovere "Giovani, carini e disoccupati", il cineforum che proponiamo con i Giovani delle Acli di Roma di cui sono presidente. Il mio interlocutore era un giornalista di Idea Radio, emittente della nostra costa dalla parti di Civitavecchia in su/giù.
Prima invedce su 105live- la Radio Vaticana in diretta, è andata in onda, come di consueto, la mia puntata di alta fedeltà, con l'intervista in studio a Ron, che ci ha parlato di "Ma quando dici amore"...
...Io, ultimamente, lo dico spesso!
Intanto, camere sciolte, è ufficialmente conclusa la XIV legislatura ed e' iniziata la campagna elettorale. Ciampi ha rivolto un invito agli schieramenti politici perche' la campagna elettorale sia un confronto corretto e la discussione verta sui problemi concreti dei cittadini. Mhm... sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica ( sia la prima che la seconda) che mi ricordo....
Aperta dunque, tra le politiche prima e le amministrative poi, la raccolta dei santini. Vediamo quanti ne avrò collezionati alla fine.
Cmq oggi a Roma c'è un magnifico sole primaverile. Io, tornata ieri dal grande freddo della 3 giorni friulana (con un giorno passato a Venezia, tra freddo, un po' di neve e nostalgia), a tutta pr, ne approfitto per riprendere calore...e par far risaltare i miei fantastici colpi di sole freschi freschi di parrucchiere.
Va beh, ho scritto questa cosa futile per non fare la parte troppo convinta della donna in carriera politica...
lunedì, 06 febbraio 2006
Un concerto che, nonostante il posto in piedi e la calca, ti rilassi. Che ascolti un esordio discografico che non hai l'impressione di "aver già sentito", perchè originale e, al massimo, riconducibile al grande Caetano Veloso. Che arrivi tardi ma, per una gran botta di fortuna, proprio nell'intervallo tra il primo e il secondo set e così ti fai un giro di pr e incontri Raf con la moglie (ma quanto sono belli, sempre insieme!). Che ho potuto pure ballare rispolverando le lezioni di samba con Luciano, l'istruttore di acquagym brasiliano che il sabato ci faceva "tuffare" nel suo paese. Questo è stato ieri il concerto di Sandy Muller a La Palma.
Nata in Italia da genitori brasileri, eterea e delicata sul palco, Sandy spiega le canzoni del suo primo album, che porta il suo nome, con un filo di voce, ma quando canta ti fa assaporare tutto il vento caldo del Brasile. Un mix tra bossa nova e jazz che a me, amante del jazz e del Brasile, ha subito conquistata.
"Não tenho pressa” , cioè "Non ho fretta", è il primo singolo, che già si sente in radio, cantato in portoghese e italiano. Un invito a vivere senaz stress che oltre che dalle parole, passa attraverso i ritmi morbidi della sua musica.
Insomma, al ritorno da Lignano, (destinazione del mio viaggio di domani per andare a seguire il Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile), la invito in studio per un'intervista, come le ho detto ieri salutandola dopo il concerto.
E i toni entusistici non sono solo perchè vedo tutto rosa in questo periodo... Al massimo, in questo caso, sarebbero giallo-verdi ...
venerdì, 03 febbraio 2006
Agli amanti del rock progressive, consiglio di non perdersi la prossima puntata di Alta Fedeltà, domani alle 12.15 su 105 la Radio Vaticana in diretta! Intervista a Franco Mussida, chitarrista e voce della PFM per parlare della loro opera rock Dracula, da cui ho selezionato dei brani (+ che altro per i testi, non sempre adattissimi alla RV)... molto rock!
Potete leggere (quasi) il tutto anche su Romasette...
Invece oggi mi aspettano 2 sanremesi... Prima Ron, che viene in studio a Radio Vaticana, poi un giovane, Andrea Ori, rockettaro pure lui, che andrò a seguire alle prove con l'orchestra per Rai Sat Ragazzi.
La musica insomma, fa da sfondo, come sempre, alla mia vita. Vuoi per lavoro, vuoi per passione. Anche se è un po' che non mi vado a sentire un concerto e mi manca il jazz... Cui spero di appassionare il mio fidanzato...
mercoledì, 01 febbraio 2006

Striscioni con svastiche e slogan nazisti oggi allo stadio Olimpico in occasione di Roma-Livorno...
Dal Corriere della sera...
Era Roma-Livorno, non la finale di Champions League, ma la tribuna era piena. C’era Massimo D’Alema, tifoso romanista da sempre, e accanto a lui Lamberto Dini, fiorentino più preoccupato di quello che stava facendo la Viola a Udine. Paolo Cento era in Tevere, per abitudine e scaramanzia. E c’era un uomo che ha sofferto più degli altri: l’ambasciatore israeliano Ehud Gol. «Ero allo stadio e ho visto quegli striscioni e quelle insegne. Sono rimasto scioccato e disgustato. Non so se sanno quello che fanno, ma assistere a scene del genere, due giorni dopo il 27 gennaio, la giornata della Memoria dell’Olocausto, è stato rivoltante. L’istruzione in Italia dovrebbe essere più efficace per raggiungere queste persone, per metterle in grado di comprendere quanto è stato terribile perme e per altri vedere quelle insegne, vedere la svastica. Ma finché l’istruzione non ha raggiunto il risultato, deve agire la polizia. Spero che in uno stadio importante come l’Olimpico certe scene non si ripetano più».
C’è chi non si è accorto di nulla, come il vicepresidente del Senato, Lamberto Dini: «E credo che anche D’Alema, che era seduto al mio fianco, non abbia visto lo striscione, visto che non ha fatto commenti ».Ec’è chi, come il verde Paolo Cento, che non si scandalizzò per il saluto fascista di Paolo Di Canio dopo il derby dell’anno scorso, da tifoso romanista e da uomo di sinistra si è sentito peggio domenica pomeriggio: «Ho fatto un errore, perché sarei dovuto andare via, cercando di convincere anche i miei vicini. Se ci sarà una prossima volta, farò così».
La prossima volta andrò via?!? 'Nnamo bene! Cioè, non solo le istituzioni, la polizia, non riescono a non far entrare allo stadio certe cose che non c'entrano niente con il tifo, ma poi, una volta che si verificano, se ne lamentano a posteriori solo perchè la stampa sta dando ampio risalto alla cosa?!?
Perchè l'ambasciatore israeliano non se n'è andato subito. Lui, almeno lui? Una protesta silente e tagliente. Non si sarebbe trattato di "darla vinta a loro", ma di far vincere la civiltà.
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