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lunedì, 24 aprile 2006
Sarà come varcare la soglia del tempo... Tempo, che, per fortuna, non ha sbiadito - come nella foto - il ricordo che ho del mio amato paese d'origine: Roccapiemonte. Quello della foto è il mitico corso Mario Pagano. Io abitavo ( e l'ho fatto fino a tutta la prima elementare) in cima andando poi verso sinistra, nella zona detta "sopra 'o ponte". La vita però si svolgeva dall'altra parte del corso. Quasi in fondo, verso piazza Zanardelli, che oggi è così, c'era il negozio di tessuti e abbigliamento di mio padre, che si chiamava con il mio cognome. A metà del corso, invece, c'era la deviazione per il parco dove andavamo a giocare. All'epoca, intorno, non c'era niente, anzi, prima di arrivarci c'era anche un burrone che io osservavo sempre dall'alto anche con un po' di timore, dietro ovvie raccomandazioni di non sporgersi troppo. Oggi quella è diventata una zona abitata e l'ha dove c'era l'erba oggi ci sono eleganti palazzine. E la cosa mi ha sempre stupita. Sono circa 4 anni che non ci torno. Da quando abbiamo venduto il "legame materiale" che ci univa a Roccapiemonte, ovvero la nostra casa. Quella dove io ho abitato per soli 6 anni scarsi (perchè si narra che all'inizio abbiamo cambiato ben 2 case, ma io le ho vissute solo dalle foto, data l'età!), ma dove sono tornata per tante estati successive, fine all'adolescenza. Poi, via via, mia madre si è stufata di andarci e il tempo di permanenza era sempre più ridotto. Tant'è che alla fine ci andavo solo io ospite da amici. Ma è la stessa casa che io sogno nel sonno almeno - e non esagero- 2/3 volte al mese, nelle situazioni più svariate. Suppongo che uno psicologo direbbe che sono legata alle mie origini (?)... E ha ragione. Anche se sono rimasta l'unica a casa mia - anche perchè l'unica effettivamente nata lì. E' la prima parte della mia infanzia felice; è l'approccio con il mondo; è il ricordo forte di mio padre, che mi ha lasciato "il sud dentro", la sua positività, la sua voglia di cantare davanti al sole...
Insomma, ieri sera ho deciso: giovedì ci torno! L'occasione ufficiale è la festa per la laurea di Lilla, che io ho ospitato lo scorso novembre. Quella ufficiosa è la voglia di rivedere "le mie sorelle estive" di un tempo e di godermi - anche se fosse solo per una visita panoramica- 'o mare tanto bello che spira tanto sentimento...
Roccapiemonte è a circa 10 km da Vietri sul Mare, Costiera amalfitana (praticamente poco più della distanza da casa mia all'Auditorium!)... E non aggiungo altro!
venerdì, 21 aprile 2006
Per il Natale di Roma, mi regalo un bel tour (de force) per la città:
ore 11.30, appuntamento con il regista Marco Ponti (Santa Maradona, ecc.) per l'intervista - zona corso Vittorio. ore 14 appuntmento con il mio nuovo cliente per accordi e strategie a via Asiago. entro le ore 15 (quindi ci vado tra il primo e il secondo appuntamento) ritirare al desk dell'Auditorium (zona Flaminio) l'accredito per il concertone con il Papa e Ciampi. ore 18, inizio del concerto (e quindi nel frattempo io sarò andata da qualche altra parte, mica posso aspettare 3 ore all'auditorium senza fare niente!).
Insomma, flessibilità dentro e fuori.
A proposito, ieri sera ho intervistato Paolo Briguglia, al Teatro Belli, per lo spettacolo che è in scena fino al 30, "Wilde East", storia di un colloquio tra un brillante ma impacciato (e alla fine .... no, anzi, non lo dico) neolaureato e due esaminatrici di una multinazionale. Avevo letto un'intervista su Il Messaggero l'altro giorno, proprio mentre cercavo idee su personaggi&lavoro da intervistare per il giornale delle Acli di Roma ed ecco che mi compare questo spettacolo sulla precarietà. Lo spettacolo è divertente, scorrevole, anche se un po' surreale. Lui è decisamente bravo, molto credibile. Il finale non mi piace (a meno che dietro la "statuetta" non ci sia qualche significato recondito che io non ho capito e che, cmq, allo spettatore non viene svelato), ma non è colpa sua... E mi ha fatto anche un'ottima impressione. Umile, brillante, attento alle questioni sociali, idealista e sognatore al punto giusto.
Nel pomeriggio invece, alla radio, avevo intervistato Giovanni Allevi, pianista classico per vocazione, che a 6 anni ascoltava Turandot e cartoni animati e da piccolo invece di rubare la marmellata, rubava la chiave del pianoforte per cominciare a suonare... Lui è davvero bravo, ma è anche simpatico... e poi è quello che ha scritto in musica il mio nome a Sanremo, cosa che non si è inventato lui, ma faceva anche Bach, dice e che, a dire il vero, usa fare spesso (insomma, non ho l'esclusiva!).
Per conoscerlo meglio, ascoltate la puntata di Alta Fedeltà di domani, alle 12.15 su 105live, la Radio Vaticana in diretta!
Insomma, pr a tutto spiano in questi giorni... manca giusto una persona...a cui via via sto rinunciando... Avanti il prossimo (?).
mercoledì, 19 aprile 2006
Un anno di Papa Ratzinger...
Caro B16, meno male che nessuno mi ha chiesto niente, pubblicamente, per commentare questo tuo primo anno di pontificato. Eh, sì, perchè, da un anno a questa parte, il ricordo più forte e vivo ed efficace che ho, è la mia prima telecronaca, il giorno del tuo arrivo sul battello a Colonia. Due ore e mezza circa con gli occhi appiccicati al monitor a seguire ogni tuo minimo movimento per commentarlo e rendere partecipi i telespettatori con approfondimenti, ricordi di Gmg passate, e i tuoi primi mesi di pontificato... Accanto a me, anzi, ero io ad essere accanto a lui, il titolare, P., che dopo 5 mesi sarebbe diventato il mio "fidanzato", adesso ex. E mi è sempre piaciuto pensare che ci eravamo conosciuti grazie a te, o forse grazie a GPII che aveva inventato le Gmg e aveva pensato di fare quella del 2006 in Germania, proprio la tua terra. E, comunque vadano le cose (e adesso non vanno bene), il ricordo di quel pomeriggio rimarrà indelebile per entrambi.
Ma poi, sul cellulare, ho l'annuncio della tua elezione. Io c'ero già quel giorno. E si sente il mio urlo manco già ti conoscessi personalmente.
E c'ero anche alla tua prima messa a San Pietro, sotto l'impalcatura delle telecamere del CTV grazie al mio pass Vaticano. E poi ho raccontato le emozioni ad Avvenire e da lì ho cominciato a collaborare per loro.
Insomma, la mia storia personale, in questi 12 mesi, si è spesso intrecciata con la tua di Papa Benedetto XVI e chissà, magari presto avrò modo di raccontertelo. O forse, anche lì mi si bloccheranno tutte le parole come quando abbracciai Giovanni Paolo II e riuscii solo a dire, infinite e ripetute volte, "grazie!".
domenica, 16 aprile 2006
sabato, 15 aprile 2006
Musica e parole.
Prima le parole: quelle delle confessioni. Sì, il sacramento della confessione. Non so se tutti quelli che leggono ne sono pratici (e praticanti).
Cmq stamattina mi sono confessata dal mio parroco, che mi conosce da 15 anni. Rifletto e medito sulle sue parole, che sono state anche una bella mazzata. Cioè quello che io so ma non ammetto. Lo spiraglio di luce che cercavo! Spero e prego che adesso mi faccia da torcia...
Una mia amica invece, mi ha raccontato della sua confessione (il peccato è che lei ha/aveva una relazione con un uomo sposato che dura/durava da 4 anni) e del prete che non conosceva e che, cosa mai successa nei 4 anni precedenti, le ha sottolineato un po' duramente - a suo dire- varie cose sbagliate. E si lamentava perchè questo non l'ha fatta neanche più parlare e, qualunque cosa dicesse, lui tornava sempre a "quell'argomento lì". Io non penso che i sacerdoti precedenti le abbiano mai dato ragione su questa cosa. E non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire... E questo vale anche per me.
Passiamo alla musica, che è meglio. Ieri sera sono stata allo strepitoso concerto di Niccolò Fabi. Le canzoni del nuovo album e alcuni vecchi successi. Canzoni belle che non sentivo da un po'. E anche una "Se io fossi Marco", del cui testo - un po' contorto- lui stesso ci ha riso su sforzandosi di capire "come stava" quando l'ha scritta... Allestimento scenografico molto teatrale, con delle immagini proiettate ad arte dietro, sulle canzoni nuove. E lui che ogni tanto parlava, commentava, scherzava. Ottimi musicisti sul palco che hanno reso un po' di rock le canzoni e il ritmo era più accellerato rispetto ad alcune "nenie" dell'album, che, diciamo la verità, sembrano sempre le stesse canzoni anche simili all'album precedente. E invece nel live sono molto + coinvolgenti.
In platea anche un attento Mario Venuti che si è alzato pure lui quando il bello e bravo (e pure simpatico) Niccolò ci ha fatto ballare. Visti e salutati anche colleghi (Assante, Castaldo e altri) e, con molto piacere, Enrico Giaretta e Olen Cesari. Ah! C'era anche Silvio Muccino, che prima che iniziasse il concerto se ne stava in piedi così tutti potevano vederlo e farsi fotografare con lui. Che pensiero gentile! Che persona modesta! Certe volte non servono tante parole...
venerdì, 14 aprile 2006
Oggi è venerdì Santo. Silenzio.
Attesa e silenzio.
Assenza e silenzio.
Pensieri e silenzio.
Stupore e silenzio.
Silenzio mio in questi giorni: al di là della poesia è stato per causa di forza maggiore: il mio pc era dal suo dottore e nei vari uffici che frequento non c'è mai tempo per raccogliersi... in silenzio.
Intanto, il mio silenzio è stato accompagnato dalle situazioni di cui sopra: assenza... un po' la mia (leggi attesa), molta la sua (leggi paura). Pensieri e stupore, perchè accadono sempre cose/persone che non ti aspetti e non c'è bisogno di sforzarsi tanto per capire "perchè". Silenzio (cioè, non dico altro).
Certo, nel mio lavoro fatto di parole, il silenzio, ogni tanto, è cosa gradita. La Settimana Santa è arrivata giusto in tempo.
L'ha detto anche Beppe Carletti dei Nomadi nell'intervista che gli ho fatto: gli ho chiesto un particolare augurio di Pasqua partendo da "Dio è morto" (brano del 1967 di un'incredibile attualità- merito di chi l'ha scritto, cioè Guccini) e lui, citando «In ciò che noi crediamo Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che faremo Dio è risorto!» ha risposto che "deve risorgere prima dentro di noi e poi, attraverso di noi, negli altri".
E come faccio a farlo risorgere senza un po' di silenzio intorno? Silenzio che si trasforma in stupore, perchè dalla morte nasce la vita. E allora sì che è gioia! Ma - ci ho pensato molto in questi giorni - se anneghiamo l'attesa in fiumi di parole come si fa a capirne il significato?
In silenzio, vi lascio anche il link di una significativa sequenza di vignette che mi è arrivata via e mail dall'ordinario guascone...
Buona riflessione!
domenica, 09 aprile 2006
Ieri ho visto "Notte prima degli esami", il film rivelazione dell'anno. Quello che pensi "Sarà una cavolata, il solito filmetto adolescenziale" e invece ti fa sorridere e ti intenerisce, ti riporta indietro con gli anni, ti fa pensare irrimediabilmente ai tuoi esami di maturità e quando parte l'omonima canzone ti ritrovi a canticchiarla sommessamente con lo sonosciuto vicino. Insomma, addirittura un film che unisce in una sorta di amarcord generazionale.
Il prof di lettere Faletti, alias "la carogna", non mi ha ricordato affatto le mie prof. di lettere al liceo. Al ginnasio ne ho avuta una adorabile, una specie di seconda mamma (mi pare che avesse intorno alle 18 ore settimanali con noi, tra lettere-latino-greco-storia e geografia) che assomigliva alla versione casalinga di Milly Carlucci e si vestiva come "Barbie professoressa" con i tailleur rosa, sempre di tutto punto. Ma mi piaceva soprattutto perchè amava i miei temi poetici e mi metteva spesso 8!
Al liceo però, gli ultimi 3 anni, ne ho avuta una pessima. Carogna no, tutto sommato, ma senza un briciolo di passione. Alle interrogazioni per domanda ci poneva il titolo del paragrafo del "Sapegno"- il libro di letteratura - e se volevi andare bene bastava che le ripetessi a pappagallo uno scialbo riassuntino. Se eri furbo, bastava stare a sentire le sue spiegazioni e prendere appunti, che erano pare pare al libro. Cioè, insomma, guai a personalizzare, ad approfondire qualcosa. Tutto inutile. Ai compiti in classe idem. Aboliti i temi poetici, sigh! Prediligeva quelli di letteratura, dove, per un 7 pieno, bastava ripetere i soliti appunti. Che noia! Al primo compito con lei presi 6 e 1/2. Cioè, io, 6 e 1/2 a un tema? Per latino e greco scritto ci avrei messo la firma, ma per il tema no, che disonore! Capito l'andazzo mi adeguai, ma, davvero, con profonda tristezza.
Ammetto che mi è rimasta la capacità di sintesi, ma l'ho imparato mortificando l'ispirazione e questa non gliel'ho mai fatta passare. E cmq lei, sicuramente, non aveva fatto Woodstock come il Martinelli del film!
Del film, naturalmente, mi ha colpito la colonna sonora, Venditti arriva solo alla fine. Prima si sentono gli Europe e i Duran Duran, Luis Miguel ("Noi, ragazzi di oggi" è stata una delle mie hit, ma io all'epoca facevo ancora le elementari), Eros Ramazzotti, Donatella Rettore, Eurythmics, Wham! e altri. E una bellissima canzone di Raf "Cosa resterà di questi anni 80".
Per non parlare di vestiti alla Madonna prima maniera, e degli accessori in technicolor, e i mitici zainetti bicolori dell'Invicta (che io portavo alle medie... insomma, il liceo l'ho fatto dal 1991 e avevo all'inizio la sacca dell'invicta a righe che all'epoca andava di moda e poi al liceo la borsa di stoffa di Biggie Best, da pariolina).
Ad oggi, nella top five delle canzoni anni 8o che mi sono rimaste dentro - nonostante io, classe 1977, fossi una creatura, senza scomodare Baglioni, Dalla, Venditti, Raf, Pink Floyd, Michael Jacksonson, Madonna e Queen, sono:
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Reality (da Il Tempo delle mele), 1981;
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Claudio Cecchetto e l'inimitabile Gioca jouer, 1981;
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Moonlight shadow di Mike Oldfield, 1983
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i Duran Duran (da Wilde boys, 1984 a Notorius, 1986)
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Gli Europe (la mia preferita era Carrie, 1987).
Ed ecco i migliori 5 film dagli anni 80 con relative 5 fantastiche colonne sonore...
  
- Fame, 1980;
- Flashdance, 1983;
- Footlose, 1983;
- Top gun, 1986,
- Dirty Dancing, 1987
martedì, 04 aprile 2006
Negli ultimi giorni non ho preso multe. Pare. Così, per premiarmi, mi sono comprata degli stivali fichissimi.
Va beh, scusate se dopo le alte considerazioni espresse nei post precedenti, ci metto anche questa + frivola. Ma è così, giusto per sdrammatizzare.
In fondo, io ho una pseudo vena comica, che prima o poi lascio A Sua Immagine e vado a Zelig. Scherzavo!
Lo so, non ci era cascato nessuno...
A proposito: stamattina abbiamo fatto la conferenza stampa in rai per presentare Luce sul mio cammino, lo speciale di giovedì pomeriggio in occasione della XXI Gmg... E in effetti i giornalisti che seguono la tv e non il vaticano, fanno sempre fatica a capire la numerazione de 'ste Gmg, cioè perchè quella che è solo "romana" fa scattare la numerazione mondiale...
Ma questo è uno dei misteri della fede più facili da capire!
Passiamo ad altro, cioè, alla cosa principale di questi ultimi giorni. Una mia collega stamattina mi ha detto che ha letto il blog e ha capito...Voleva approfondire, ma io le ho detto che se già aveva capito certe cose dal blog non c'era molto da aggiungere.
Poi ci si è messa anche Giorgia che su radio Subasio ha cantato questa - e già solo il titolo "Vetro sul cuore", è tutto un programma:
Che devo fare perché tu mi ami? che posso fare perché tu tenga a me? chi devo essere perché tu mi sfiori? che posso dire affinché tu guardi me? io so che ti porterei di notte tra le fragole io che ti regalerei i giochi senza regole over the mountains, deep as the ocean guardami, guardami, guardami, sono sola in mezzo a questo vento coprimi, coprimi, guardami guarda bene dietro al vetro c'e' il mio cuore non c'e' ragione perché tu non ritorni, da me non c'e' ragione in una bugia e non c'e' modo che tu nasconda che non e' lo stesso senza di me io so che ti porterei tra i boschi delle favole io che ti regalerei il cielo senza nuvole over the mountains, deep as the ocean guardami, guardami, guardami, sono sola in mezzo a questo vento coprimi, spogliami, guardami che mi muovo appena e sto cadendo sono sola in mezzo a questo vento guarda bene dietro al vetro c'e' il mio cuore vetro sul cuore
domenica, 02 aprile 2006
Mi piace immaginare il piccolo Tommaso tra le braccia di Giovanni Poalo II...
La notizia di ieri è una di quelle che, come cattolica, mi mette mi crisi. Come è possibile perdonare una cattiveria così atroce? Come è possibile pregare per uno che davanti alle telecamere difende i bambini e ha nel cuore... anzi, ha dentro - perchè cuore è una parola grossa- l'omicidio di un bambino di 17 mesi?
Io non ho risposte. Ho dubbi & fede e prego GPII di donarmene ancora.
"Quando l’uomo si apre alla fede, sperimenta che l’egoismo è sostituito dall’altruismo, l’odio dall’amore, la vendetta dal perdono, la cupidigia dal servizio amorevole, l’egoismo e l’individualismo dalla solidarietà, la divisione dalla concordia – così come è chiamato questo antico tempio vicino ad Agrigento –, la violenza dalla misericordia. Ciò avviene quando l’uomo si apre alla fede. Quando, invece, si rifiuta il Vangelo e il suo messaggio di salvezza, s’avvia un processo di logoramento dei valori morali, che facilmente ha contraccolpi negativi sulla stessa vita sociale. Non è forse da ravvisare in questo la ragione ultima del fallimento di una cultura impostata sul tornaconto personale, che non considera i reali bisogni delle persone, specialmente delle più povere, condannate a rimanere vittime delle ingiustizie di una società sempre più competitiva e sempre meno solidale? La vera forza in grado di vincere queste tendenze distruttive sgorga dalla fede. Questa, però, esige non solo un’intima adesione personale, ma anche una coraggiosa testimonianza esteriore, che si esprime in una convinta condanna del male".
(GPII, Valle dei Templi - Agrigento, 9 maggio 1993)
"...Voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti" ... (GPII, Tor Vergata, 19 agosto, 2000. Io c'ero...).
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