Alta Fedeltà

 

ovvero...
Comunico Ogni cosa Nella testa Ci sia: Incontri,persone e personaggi, Tuffi al cuore e nodi in gola, vita, musica e Amore.
Concita De Simone
Tra musica, cultura, amore, fede e solidarietà. Simpatica per natura, comunicativa per professione, ironica e appassionata per scelta...
fedelmente
oggi
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
*sì viaggiare
* Between: tra Palestina e Terra Santa
* La mia India
*canzoniemozioni
More than words
altamente fedeli
* Rik
* Psicovirginio
* Bravate Ludiche
* Roquentin
* Mondocomico
* Caracolas
* Casa Paris
* Lucedelmondo(modestia a parte)
* Tutto è grazia!
* Etty
* Slowhand
* Obo
* Marco Fracassa
* Comunicazione politica
* Slurp
* Pensavo peggio
* Penne napoletane
* Stricchi
Informazione fedele
* Buone notizie
* Solaria news
* Asia News
* agenzia misna
* Indy Media
* Warnews
* Reporter Associati
* Peace link
* Operazione Colomba
* Z net
* Unimondo
Hi Fi!
» A Sua Immagine
» 12 pomodorini sul pianeta cinema
» Andrea Sarubbi
» Acli Roma
» Marco Marzocca
» Oltreilnaso
» La Cometa
potenzialmente fedeli
on air *loading* volte




BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it



venerdì, 30 giugno 2006
 

Che Festa ieri sera per Roma!

Piazza del Popolo, calda e suggestiva come non mai.
Vuoi per la gente e il sentirsi tutti romani (che se c'erano dei turisti gli sarà venuta la voglia di prolungare la vancanza), vuoi per la musica, le luci, i colori di un'estate cominciata nel migliore dei modi.

L'occasione era lo spettacolo voluto dal buon Walter per la festa dei Santi Patroni Pietro&Paolo, per rivalutare e promuovere la cultura popolare romana, tra personaggi che ne hanno fatto la storia e canzoni -vecchia e nuova guardia- che la tramandano.

Io c'ero. All'inizio il mio pass con tutte le caselle barrate tranne "Are Ospiti", cioè davanti al palco (che era già qualcosa, visto che, di solito, ci fanno stare dietro, ma non nel back stage o nei camerini... cioè, si sta maelgio tra il pubblico, almeno ti vedi qualcosa oltre che sentire il rimbombo delle casse), non  mi permetteva di fare molto, se non mescolarmi ai fotografi e ai figli/parenti/amici di...

Poi, con la scusa di un'intervista a Piotta, ho fatto irruzione nel backstage e non me ne sono più andata!

Con lui, la fidanzata Valentina e il suo ufficio stampa Luca Bramanti, ho trascorso parecchio tempo. Più che pr, con Tommaso (Piotta) - che conosce anche le mie sventure sentimentali, siamo praticamente amici.
Con Valentina, sonoo andata a vedere il finale di Renato Zero e "Roma non fa la stupida stasera" con tutti gli artisti sul palco da davanti, come due fans. E poi lei ha cazziato Tommaso perchè si era nascosto quando Renato ha fatto il bis e improvvisava gli attacchi della canzone mettendo il microfono a caso davanti ai cantanti!

Tornado all'inizio... Io avevo giò fatto un servizio per i GR della Radio Vaticana, quindi ero libera di farmi le mie pr. Apro parentesi sul servizio: mi avevano chiesto un minuto e quaranta, cinquanta con intervista, il giorno prima per il giorno dopo, per non avere problemi di audio dal caos del concerto.
Quando mi danno dei tempi così risicati, mi viene sempre il panico!
Ebbene, leggo, studio, rielaboro, sintizzo e mi attacco al telefono a cercare un'intervista. Becco Nicky Nicolai, sempre deliziosa, all'aereoporto di Milano e, alla fine, realizzo 1 e 50 spaccato, con tanto di coda musicale con Nicky che canta "Roma non fa la stupoida stasera" che ha messo nel nuovo album e che ha rifatto pure ieri sera - cioè, io c'ho azzeccato senza saperlo!

Così, quando l'ho rivista, con Stefano di Battista, baci&abbracci e complimenti per i miei occhiali da sole fashion G&G.

Finalmente mi presento a Niccolò Fabi, già intervistato al telefono, e, tra una fetta di cocomero e l'altra, mi complimeto per il suo concerto dell'Ambra Jovinelli.

Insomma, tra vip del cast e altri "passati a salutare" (visti nel back stage di straforo, Ron, l'immancabile Silvio Muccino che faceva avanti e indietro sempre al telefono - tanto mo' che è testimonial manco lo paga!- e Bobo Craxi), il parterre era gremito.
Però,  sto a fare l'elenco di chi c'era, che questa sono cose da cronache mondane.

Dico solo che è stato divertente seguire tutti insieme appassionatamente (e un po' sudaticci) lo spettacolo dal piccolo monitor dietro le quinte, con Veltroni che mentre diceva che doveva scrivere una lettera a un tale ambasciatore, faceva gli scherzi con l'acqua alle amiche della figlia, presumo, il compiaciuto Borgna, Ettore Scola (regista sui generis), il Tiromancino Federico Zampaglione, che ieri ha compiuto 38 anni portati da pischello (un po' "boro" aggiungerei e non saprei come tradurre dal romanesco all'italiano, perdonatemi), abbracciato alla sua scosciatissima Claudia Gerini - che sembravano una coppietta qualunque davanti alla tv, Max Gazzè e il suo capoccione - che non ci poteva stare tanto davanti-, Roberto Angelini che è troppo alto e quindi non si è manco avvicinato, la Mannoia, altra insospettabile stangona, ecc. ecc.

C'erano anche colleghi, compreso il mio preferito Marco Molendini de Il Messaggero e discografici vari, con una delle quali, a un certo punto, abbiamo fatto una fuitina da Canova per cambiare aria.

Ho approfittato per dire al sig. Sindaco della Festa delle Acli di Roma del prossimo 7 luglio e lui, tutto contento, ha promesso che ci scrive un messaggio. Bravo!
Poi, se va bene, l'anno prossimo mi inviti tu a organizzare con voi la festa di Roma, ok?!?

Ah qaunto lavoro! (il sospito con cui andrebbe letta 'sta frase è ironico, fossero tutti così i lavori!)...
Il prossimo concerto vip, sarà quello del 31 luglio con Billy Joel e Brian Adams al Colosseo ( e scusate se Roma ha sempre delle location "da paura!), di cui ho già scritto su
Romasette.
Per la serie che le pr non vanno mai in vacanza ( e manco Concita, che tutto luglio e agosto è ancora - per fortuna- in contratto con la Rai)...

fedelmente postato da concita | 11:33 | commenti (2) | link |


martedì, 27 giugno 2006
 

Mia nonna non ha mai parlato con tanto orgoglio di me (nè di altri nipoti prodighi), come di Totti da ieri pomeriggio.

Mentre il capitano segnava il rigore contro l'Australia, io ero in macchina di ritorno dal test delle intolleranze, che mi aveva alquanto abbattuto.
Ce ne vuole per togliermi il consueto buon uomore, ma, la sfilza di intolleranze che sono risultate ieri, ha avuto un effetto devastante, tanto che, dopo la sosta al negozio biologico per comprarmi due bustone di roba di kamut, farro, riso e mais (cioè, sono intollerante al grano, al frumento (sigh&sob), e alla crusca (qui poco male), mi sono andata a comprare un paio di sandali per risollevarmi il morale (aggiungo anche che, ultimamente, le uniche cose che compro a botta sicura sono scarpe e accessori per cui non influenza la dieta dimagrante, che pare, stia dando buoni risultati).

Ma, quel che è peggio, udite udite, sono intollerante anche ai latticini (cioè, non dovrei più mangiare mozzarella di bufala?!?) e alla carne di maiale (cioè, non dovrei più mangiare bresaola?).

E, per la serie che al peggio non c'è mai fine,  sono intollerante al vino bianco, vino rosso e all'alcool in generale.

Da quando sto a dieta (5 settimane), dicevo sempre che, quel che mi pesava di più rinunciare, era proprio il vino quando mi trovavo in compagnia. E, in effetti, le trasgressioni, fino ad ora (a parte, confesso, il gelato a Pesaro), erano stati proprio dei bicchieri di vino in 3/4 occasioni.

Ecco la notizia che mi ha intristito. Ho subito chiesto quando avrei potuto "recuperare". La risposta è che dovrei stare un paio di mesi a "disintossicarmi", evitando tutte le cose che non tollero e poi, ogni tanto...

Urge una consolazione che non mi faccia spendere magari tanti soldi.
Magari una consolazione che mi faccia anche dei regali e che mi porti a cena nei ristoranti biologici...

fedelmente postato da concita | 09:43 | commenti (7) | link |


domenica, 25 giugno 2006
 

Qui Rimini.
Giorni di "lavoro e festa", come il titolo del convegno che sono venuta a seguire in duplice veste: Acli e
A Sua Immagine (Rai Uno) - la flessibilità è il mio modus vivendi mica per niente.
Vale a dire:  organizza la serata (di ieri) con Antonella Ruggiero, Marco Marzocca con Fabio Ferri, Paola Saluzzi a condurre la premiazione dei
cortometraggi segui le puntate, accogli gli ospiti, detta i tempi per una, e memorizza e scatta foto, controlla, assisti per l'altra, ma anche e volentieri, sole-mare-spiaggia e mangiate di pesce!

Fossero sempre così le location di lavoro, ci sarebbe in giro più gente felice!

Molte pr, dagli alti prelati al regista Eugenio Cappuccio, piacevole scoperta...

I dettagli alla prossima, quando non avrò i colleghi a chiamarmi per scendere ancora in spiaggia. Scusate, il dovere mi chiama....

fedelmente postato da concita | 13:17 | commenti | link |


martedì, 20 giugno 2006
 

Ma guarda che cattivi...
Adesso gip & giornalisti si sono messi d'accordo per smontarci pure il mito del principe azzurro!
Già c'è grossa crisi, poi ci levano pure i sogni...

Cioè, da piccola mi riempono di Barbie e favole. Poi, da grande, mi fanno capire che, alla fine della fiera, ci scappa che il re c'ha le mani in pasta in vari affari loschi; che invece di costruire case a 3 piani con di divanetti di plastica rosa fa i casinò in Libia e Russia e si prende le mazzette per i giochini; che mentre ti porta a cena a lume di candela, traffica medicinali scadenti per l'Africa e tante altre brutte cose.

L'altra fazione che invece del principe azzurro sognava il calciatore poi, non è che sta messa meglio. Magari ti porta a casa la coppa e poi, se tutto va bene, finisce retrocesso e infamato dai giornali.

Mala tempora currunt...

Qui bisogna stare proprio attenti. Ormai la flessibilità non coinvolge più solo il mondo del "lavoro", ma pure quelle del "valore" (strana assonanza).
Il relativismo etico (su cui ogni tanto ci bacchetta il buon B16) si trova più facilmente dei sani principi (e prìncipi).


E' vero che certe cose ci sono sempre state. In mezzo al clamore dell'inchiesta potentina, c'è pure la solita soubrette che ha avuto il posto in Rai perchè è andata a trovare il politico o il dirigente nel suo salotto. 
Ma questa non è una novità. Di che ci si stupisce?

Insomma, devo cambiare sogno. Non voglio più il principe azzurro.
Voglio sposare un uomo onesto. (Però anche carino, benestante, brillante, un po' sognatore, altruista, generoso, che è disposto a venire in missione con me, e magari anche a pregare insieme...)...

 


... Rimarrò single ancora per molto. Lo so.

 

fedelmente postato da concita | 08:59 | commenti | link |


sabato, 17 giugno 2006
 

Puntata di Alta Fedeltà dedicata ai mondiali di calcio!


Oggi, alle 12.15 (per ascoltare in real time, cliccate qui), le canzoni ufficiali degli ultimi anni, dalle notti magiche di Un'estate Italiana di Edoardo Bennato e Gianna Nannini (Italia '90), a Gloryland performed by Daryl Hall with Sounds of Blackness (Usa '94), a La copa del la vida di Ricky Martin (Francia '98), a Boom! di Anastasia (Corea e Giappone 2002), fno a Time of Our Lives, del gruppo musicale Il Divo per quelli in corso.
Sigla di chiusura? Cuore Azzurro dei Pooh, scritta per accompagnare la Nazionale a Germania 2006.

Mi sono lasciata andare più a notizie calcistiche che musicali, ma in una puntata del genere, spero non me ne voglia nessuno... anzi, dovessi acchiappare nuova odience!

Ok, per oggi lo spot può bastare. E i complimenti per la trasmissione sono sempre graditi....

fedelmente postato da concita | 08:39 | commenti (1) | link |


venerdì, 16 giugno 2006
 

Bello e bravo. Tecnica e passione. 

Danilo Rea,

ieri sera "pianoforte solo" a Villa Celimontana per suonare De Andrè.
Peccato che, pur essendo una cornice suggestiva e una seratina di quelle non ancora appiccicose, un concerto del genere andava goduto in un piccolo club, tutt'al più in un teatro.
Cioè, insomma, non in uno spazio all'aperto dove, oltretutto, ervamo veramente tanti e, inevitabilmente, soprattutto in fondo, il brusio del chiacchiericcio era pari alla sua bravura. Sigh!

L'esecuzione più emozionanate? Quella per una delle canzoni più belle di Fabrizio De Andrè, La canzone dell'amor perduto.

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

fedelmente postato da concita | 09:40 | commenti | link |


mercoledì, 14 giugno 2006
 

Oggi ho conosciuto Hugo Vandamme, responsabile Campagna Employ della Joc France. Tra l'altro giovane  e pure carino.
L'occasione era il forum "Oggi in  Francia, domani in Italia" su lavoro, precairetà sociale, rappresentenza, organizzato dalle Acli, cui anch'io ero stata chiamata a intervenire con una testimonianza, insieme ad altri 3 giovani colleghi.

Ebbene, Hugo era tra gli ospiti annunciati, mentre noi 3, siamo stati chiamati uan settimana fa e, pertanto, neanche annunciati nell'invito. Il fatto ha importanza solo nella misura in cui si considera che, pur parlando di giovani precari in Italia, con l'analisi delle manifestazioni parigine, i giovani italiani non erano stati contemplati tra gli interlocutori, per far spazio a sindacalisti, sottosegretari e dirigenti del Ministero del Lavoro. Tutti adulti (per non parlare del fatto che erano tutti uomini...altro che quote rosa!).

Siccome abbiamo cominciato tardi rispetto al previsto e tutti quelli che sono intervenuti prima (5, escluso Hugo) sono stati lunghi (e spesso noiosi), arrivati a noi (erano ormai le 13.00, ovvero quando ormai l'attenzione ha un calo fisiologico):

  1. Ci hanno chiesto di sbrigarci.
  2. Ci hanno interrotti dopo il primo giovane (avremmo dovuto fare tutti e 3 di fila, differenziando ins interventi per provenienza geografica) per dare spazio al sottosegretario che era arrivato tardi.
  3. Abbiamo ripreso alle 13.30 (il sottosegretario ha parlato più di 20, retorici, minuti).

Io ero a dir poco infuriata. Ho temuto anche che ci chiedessero di limitarci a un solo intervento e allora sì che sarebbe stato peggio. Invece ci hanno fatto parlare. Prima di me è andato "quello del nord".
Quando, finalmente, toccava a me, non potevo esimermi dal lamentarmi e, mi permetto di dire, sono stata coraggiosa e ironica.

Ho esordito dicendo che era strano in una mattinata dedicata al precariato giovanile, con tutte le discussioni su giovnai francesi e giovani italiani, essere chiamati in causa e chiderci di accontentarci di pochi minuti dovendo portare le nostre testimonianze.

Il moderatore è sbiancato. In platea tutti annuivano!

Ho accorciato una serata e un'alba (mi ci ero pure svegliata alle 5 stamattina) di studi in meno di 4 minuti. Ce ne avrei cmq messi una decina scarsi: so essere anche sintetica.
Ho citato il libro "Una vita, tanti lavori", titolo che è tutto un programma, curato da Danilo Catania (che me l'ha consigliato) e Gianfranco Zucca, ricercatori dell'Iref (istituto di ricercA delle Acli) e Concetta M. Vaccaro, della Fondazione Censis, che mi ero andata a prendere apposta sopo aver chiamato l'Iref per una consulenza (perchè io l'integrazione di sistema non la dico solo, ma la faccio!).

C'è un capitolo intitolato "Ci penserò domani: strategie per il futuro degli atipici", che ci fa drammaticamente pensare a come la mia generazione e quelli intorno no si preoccupi del futuro e pare che rimuova proprio il concetto, non poensando a risparmiare, alla pensione e alla previdenza complementare.

Ma ho citato anche una canzone (senza, non sarei io!).

Samuele Bersani e la sua recentissima "Sicuro precariato", storia di un supllente che dice:
Io sono un portatore sano di sicuro precariato e anche nel privato resto in prova e ho un incarico a termine lo so ma ho molta volontà, non c’è pericolo…”.

E ho concluso che, a mio avviso, una soluzione all'apatia dei giovani italiani (perchè varie volte, prima, ci si era interrogati su perchè da noi nessuno protesta - e tutti a parlarsi addosso- potrebbe essere quella di renderli più protagonisti della vita civile, sociale e politica, creando dei taovli di concertazione che si riuniscano prima delle emergenze. L'attuale Ministero dei Giovani e il ns Assessorato capitolino ai Giovani e all'Università, ci fanno ben sperare.
Ma mi auguro che le cose non siano, ancora una volta, calate dall'alto. E che possiamo sedere allo stesso tavolo con chi, oggi, ha in mano il nostro futuro.

Ogni riferimento a fatti e persone presenti è stato puramente casuale.

fedelmente postato da concita | 18:27 | commenti (2) | link |


martedì, 13 giugno 2006
 

<B>Lo spettacolo del tifo in tribuna</B>

Alzi la mano chi, ieri, si è visto la partita con il videofonino...
Sì, voglio sapere chi stava sulla spiaggia con Amendola, Conti e Man-lò, o al mercato con De Sica e la pseudo filgia, più il resto della rispettiva compagnia, con gli occhi appiccicati su non so quanti minimi cm quadrati di superficie colorata per seguire i mondiali.
E voglio sapere se, chi l'ha fatto, oggi ci vede ancora bene.


Cmq io, poi, stanotte, non ho dormito.
Un quesito mi ha assillato per tutto il tempo:

Perchè il capitano, mio capitano, Totti, si è tagliato i capelli?

Pare che abbia dichiarato: "E' venuto il mio parrucchiere personale in albergo...era dai tempi del militare che non li avevo così corti".
E io me lo ricordo così che scorazzava (e un po', coem si dice da queste parti, "scoattava") sul motorino, senza casco all'epoca, qui nel nostro quartiere (l'Appio Latino, nei pressi di Porta Metronia).

Una scommessa? Il caldo? I pidocchi? Perchè l'hai fatto?

fedelmente postato da concita | 09:30 | commenti (2) | link |


venerdì, 09 giugno 2006
 

Qui Radio Vaticana. Mentre finisco di preparare l'intervista a Giampiero Rubei, patron del Villa Celimontana jazz festival, che inizia stasera - e di cui parlo in Alta Fedeltà di sabato, cioè domani, al volo al volo vi segnalo che stasera ci sono pure i Cappello a Cilindro al Villaggio Globale e mi sa proprio che ci vado!

L'altra sera invece, sono stati al party di Rai Trade, gran mix di buffet a palate (io non ho potuto toccare niente, causa la mia alta fedeltà alla dieta!), drinks vari (e un bicchierino di vino, ammetto, me lo sono fatto), chiacchiere per raccontare bilanci e progetti e musica con Enzo Gragnaniello che, giustamente, si è lamentato che non riusciva asuonare perchè nella sala dove stava lui erano + intenti a mangiare e ciarlare piuttosto che ascoltare.

Visti vari vips, ma io non ero invena di "rimorchio" (ho già dato abbastanza ultimamente) e ho passato la serata sulle scale a chicchierare con M., l'amica che mi ha accompagnato. E cmq non disturbavo i musicisti!

Intanto, a proposito di feste e concerti, è on line il mio articolo su Romasette intitolato "Vacanze romane"...con tutti gli appuntamenti musicali dell'estate 2006 a Roma...

fedelmente postato da concita | 13:32 | commenti (2) | link |


martedì, 06 giugno 2006
 

A proposito degli ultimi commenti, riporto un estratto del bellissimo discorso del Papa all'apertura, ieri, del Convegno Diocesano di Roma "La gioia della fede e l’educazione delle nuove generazioni"  .

In realtà, scoprire la bellezza e la gioia della fede è un cammino che ogni nuova generazione deve percorrere in proprio, perché nella fede viene messo in gioco quanto abbiamo di più nostro e di più intimo, il nostro cuore, la nostra intelligenza, la nostra libertà, in un rapporto profondamente personale con il Signore che opera dentro di noi. Ma la fede è, altrettanto radicalmente, atto ed atteggiamento comunitario, è il “noi crediamo” della Chiesa. La gioia della fede è dunque una gioia che va condivisa: come afferma l’apostolo Giovanni, “quello che abbiamo veduto e udito (il Verbo della vita), noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi… Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta” (1Gv 1,3-4). Perciò educare le nuove generazioni alla fede è un compito grande e fondamentale che coinvolge l’intera comunità cristiana.

...La fonte della gioia cristiana è questa certezza di essere amati da Dio, amati personalmente dal nostro Creatore, da Colui che tiene nelle sue mani l’universo intero e che ama ciascuno di noi e tutta la grande famiglia umana con un amore appassionato e fedele, un amore più grande delle nostre infedeltà e peccati, un amore che perdona. Questo amore “è talmente grande da rivolgere Dio contro se stesso”, come appare in maniera definitiva nel mistero della Croce: “Dio ama tanto l’uomo che, facendosi uomo Egli stesso, lo segue fin nella morte e in questo modo riconcilia giustizia e amore” (Deus caritas est, 10).

Cari fratelli e sorelle, questa certezza e questa gioia di essere amati da Dio deve essere resa in qualche modo palpabile e concreta per ciascuno di noi, e soprattutto per le giovani generazioni che stanno entrando nel mondo della fede. In altre parole: Gesù ha detto di essere la “via” che conduce al Padre, oltre che la “verità” e la “vita” (cfr Gv 14,5-7).
La domanda è dunque: come possono i nostri ragazzi e i nostri giovani trovare in Lui, praticamente ed esistenzialmente, questa via di salvezza e di gioia? ...
È indispensabile quindi – ed è il compito affidato alle famiglie cristiane, ai sacerdoti, ai catechisti, agli educatori, ai giovani stessi nei confronti dei loro coetanei, alle nostre parrocchie, associazioni e movimenti, finalmente all’intera comunità diocesana – che le nuove generazioni possano fare esperienza della Chiesa come di una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita, siano esse liete e gratificanti oppure ardue e oscure, una compagnia che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell’eternità. A voi, cari ragazzi e giovani di Roma, vorrei chiedere di fidarvi a vostra volta della Chiesa, di volerle bene e di avere fiducia in lei, perché in essa è presente il Signore e perché essa non cerca altro che il vostro vero bene.

Colui che sa di essere amato è a sua volta sollecitato ad amare. Proprio così il Signore, che ci ha amati per primo, ci domanda di mettere a nostra volta al centro della nostra vita l’amore per Lui e per gli uomini che Egli ha amato. Specialmente gli adolescenti e i giovani, che avvertono prepotente dentro di sé il richiamo dell’amore, hanno bisogno di essere liberati dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga troppi ostacoli alla gioia dell’amore, in particolare impedisca di gustare pienamente quella felicità che l’uomo e la donna trovano nel loro reciproco amore. Al contrario, la fede e l’etica cristiana non vogliono soffocare ma rendere sano, forte e davvero libero l’amore: proprio questo è il senso dei dieci Comandamenti, che non sono una serie di “no”, ma un grande “sì” all’amore e alla vita. L’amore umano infatti ha bisogno di essere purificato, di maturare e anche di andare al di là di se stesso, per poter diventare pienamente umano, per essere principio di una gioia vera e duratura, per rispondere quindi a quella domanda di eternità che porta dentro di sé e alla quale non può rinunciare senza tradire se stesso. È questo il motivo sostanziale per il quale l’amore tra l’uomo e la donna si realizza pienamente solo nel matrimonio.

...Nell’educazione delle nuove generazioni non dobbiamo dunque avere alcun timore di porre la verità della fede a confronto con le autentiche conquiste della conoscenza umana. I progressi della scienza sono oggi molto rapidi e non di rado vengono presentati come contrapposti alle affermazioni della fede, provocando confusione e rendendo più difficile l’accoglienza della verità cristiana. Ma Gesù Cristo è e rimane il Signore di tutta la creazione e di tutta la storia: “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui… e tutte sussistono in Lui” (Col 1,16.17). Perciò il dialogo tra fede e ragione, se condotto con sincerità e rigore, offre la possibilità di percepire, in modo più efficace e convincente, la ragionevolezza della fede in Dio – non in un Dio qualsiasi ma in quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo – e altresì di mostrare che nello stesso Gesù Cristo si trova il compimento di ogni autentica aspirazione umana.

Cari giovani di Roma, inoltratevi dunque con fiducia e coraggio sulla via della ricerca del vero. E voi, cari sacerdoti ed educatori, non esitate a promuovere una vera e propria “pastorale dell’intelligenza”, e più ampiamente della persona, che prenda sul serio le domande dei giovani – sia quelle esistenziali sia quelle che nascono dal confronto con le forme di razionalità oggi diffuse – per aiutarli a trovare delle valide e pertinenti risposte cristiane, e finalmente a far propria quella risposta decisiva che è Cristo Signore.

 

fedelmente postato da concita | 22:16 | commenti (7) | link |


lunedì, 05 giugno 2006
 

Nel giorno di Pentecoste, cioè ieri, mentre ero ancora a Pesaro, ho pensato al "vento gagliardo" che aveva scosso persiane e finestre nelle 3 notti trascorse lì. Atmosfere a dir poco spettrali. E io che mi ero portata il costume!

A parte il tempo, tutto il resto è andanto bene. Ho conosciuto, tra gli altri, don Lugi Ciotti, Presidente di Libera, leader della lotta contro le mafie. Un tipo energico, cazzuto (oops! Scusate se non si può dire di un prete... ), che crede davvero in quello che fa. E che ti guarda in faccia quando ti parla e vuole sapere da tutti "di dove sei".

Tutto il resto, lo affido a questa canzone...

Ti sento
(Ligabue)

Ti sento nell'aria che è cambiata
che anticipa l'estate
e che mi strina un po'
io ti sento passarmi nella schiena
la vita non è in rima
per quello che ne so
ti sento nel mezzo di una strofa
di un pezzo che era loffio
ed ora non lo è più
io ti sento lo stomaco si chiude
il resto se la ride appena ridi tu

qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
ti sento dentro tutte le canzoni
in un posto dentro che so io

ti sento
e parlo di profumo
t'infili in un pensiero
e non lo molli mai
io ti sento
al punto che disturbi
al punto che è gia tardi
rimani quanto vuoi qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
ti sento dentro tutte le canzoni
In un posto dentro che so sempre io
oh oho oh oh

io ti sento c'ho il sole dritto in faccia
e sotto la mia buccia
che cosa mi farai

fedelmente postato da concita | 20:58 | commenti (4) | link |


giovedì, 01 giugno 2006
 

In questi giorni mi sono divisa tra una puntata di Alta Fedeltà su Ligabue, una richiesta di intervista ad Andreotti, la partenza per Pesaro con le Acli (oggi, anzi, tra poco), le puntate di A Sua Immagine sull'incontro del Papa con i Movimenti, ecc. ecc.

Ho anche scoperto di avere il sangue blu...
Perlomeno ieri, il dottore che mi ha fatto il prelievo ha detto che era molto scuro, ergo ricco di ferro.
Sono proprio una principessa incompresa!

Intanto, abbiamo anche un nuovo, anzi, un vecchio sindaco, il buon Walter...ma io cerco ancora un buon partito. In tutti i sensi.

fedelmente postato da concita | 09:49 | commenti (4) | link |


________________________________