Alta Fedeltà

 

ovvero...
Comunico Ogni cosa Nella testa Ci sia: Incontri,persone e personaggi, Tuffi al cuore e nodi in gola, vita, musica e Amore.
Concita De Simone
Tra musica, cultura, amore, fede e solidarietà. Simpatica per natura, comunicativa per professione, ironica e appassionata per scelta...
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giovedì, 28 settembre 2006
 

Come se non bastasse, un insolente virus si è insinuato nel mio pc e si è mangiato la connesione.
Mi era comparso un box per complimentarsi con me che potevo accede a un sito per adulti - cosa alquanto imbarazzante: non mi sono mai sognata di farlo!- Poi sentivo un beep di composizione di numero telefonico che partiva dal pc e poi l'apertura di una pagina che aveva per indirizzo una serie di numeri e, per fortuna, non si apriva perchè la mia linea telefonica è già interedetta a questi collegamenti poichè, anni fa, risultò che avevamo chiamato tipo in Bolivia...

Insomma, adesso sto a un Internet Point, che mi ricorda la precarietà delle connessioni in Sardegna, con la differenza che qui costa 2 euro l'ora e lì, a Tortolì il doppio!

Buone notizie sul fronte privato invece.
No! non ho ancora trovato un fidanzato, ma... diciamo che sto aprendo nuove prosettive.
Da lunedì inizio il corso di inglese. Lezioni individuali, quindi, se il maestro non mi piace, non ho altre possibilità di socializzare, esclusa la segretaria, che però, appunto, è donna.

E poi inizio pure ad andare in palestra e a fare danza del ventre.

Sumaya, una delle ragazze musulmane con cui ho condiviso l'esperienza inter religiosa la scorsa settimana, mi rincuorava sul mio fisico arabo. Dice che le rotondità sono auspicabili e sexy... Speriamo bene!

fedelmente postato da concita | 12:21 | commenti (3) | link |


martedì, 26 settembre 2006
 

"La sorella di Concita". Oggi, in rai, hanno un po' esagerato rivedendomi dopo un po' di tempo. Il rientro è stato dato dalla festa di commiato per il nostro capo progetto Fabrizio Truini che va in pensione. Una persona che ha insegnato un sacco di cose a chiunque abbia lavorato con lui ma che, soprattutto, ha dimostrato un grande senso paterno nei confronti di tutti i collaboratori. Alle riunioni, più che il capo, sembrava proprio il padre di famiglia intorno al tevolo. Per non parlare della sua grande cultura e dello splendido stile che ci ha trasmesso.
Se in tutti le aziende ci fossero persone così, il mondo (almeno del lavoro), sarebbe diverso!

Cmq, l'appellativo di cui sopra, è dovuto alla mia dieta che porta frutti evidenti.
Ho perso i chili (più di 13, dallo scorso 18 maggio), ma non il buonumore, per la gioia di tutti...

... Certo, ho perso anche le succulente (all'apparenza) tartine del buffet... Ma nella vita bisogna pur fare delle scelte, no?!?

Intanto, adesso sono in radio e tra poco parlerò de "L'abitudine della luce" con Antonella Ruggiero, quindi, passo e chiudo.

fedelmente postato da concita | 13:01 | commenti (6) | link |


domenica, 24 settembre 2006
 

Se riuscissi a concentrarmi e raccogliere le idee, scriverei pure il racconto della giornata con i giovani ebrei e musulmani... Intanto, a qualcuno non è sfuggito l'articolo sul Corriere della Sera, con tanto di foto.

Io dovrei farlo per Avvenire, ma, siccome non mi hanno dato una scadenza, me la sto prendendo comoda...
Insomma, non posso anticipare niente prima della (eventuale) pubblicazione.


Avrei altre cose di cui parlare sul blog, ma, galoppano e fluttuano talmente veloci che non riesco a fermarle.

A parte il lavoro, che riempirebbe da solo già un lungo post, ma non mi sembra il caso, la mia testa è piena di A., la mia amica a cui, qualche volta, ho scritto da queste pagine raccomandandomi con lei.
A., adesso, è incinta. Le raccomandazioni sono servite a poco.
E' incinta di un uomo che non merita questo dono.
Un marito che tradisce per 4 anni, promette amore eterno ad A., le chiede di andare a vivere insieme, poi sparisce per 15 giorni in vacanza con moglie e figlia, torna e lascia A., che dopo un paio di giorni scopre, appunto, di essere incinta. Lui, all'inizio, per quando sottolinei la sua decisione di restare a casa (cosa, che, in altri tempi, mi avrebbe fatto piacere), si dice felice di questa nuova paternità.
Ma dopo 3 giorni ci ripensa e dichiara di non volerne più sapere niente.
A., nel frattempo, lotta con i genitori, con altre amiche, con il lavoro. Tutti in coro a dirle di "togliersi il problema".
Ma l'aborto non fa per lei.
Racconto il tutto a sr Paola, cui chiedo aiuto e preghiere.
Sr Paola, con cui ho condiviso le mie esperienze in missione.
Sr Paola che mi dice: "Questa adesso è la tua missione".
Ora sono quasi finiti 3 mesi.
La pancia di A. cresce. Dalla prima ecografia già si riconoscono testa, corpo, braccia, gambe e una macchia bianca che è il cuore.
Ma come si potrebbe mai fare a buttare via una vita così?

La vita di A. cambierà. Sta già cambiando. Niente sarà facile.
Ho pregato perchè i suoi genitori si ravvedessero. Ce l'abbiamo fatta.
Adesso è un po' più serena.
E, intanto,  c'è qualcuno che chissà se dorme tranquillo, sapendo che una parte di lui sta crescendo nel grembo di una donna che diceva di amare... a pochi chilometri di distanza dal suo piccolo mondo bugiardo.

 

fedelmente postato da concita | 20:49 | commenti (2) | link |


mercoledì, 20 settembre 2006
 

Sono tornata ai ritmi sostenuti di vita pre-vacanze.

Tra il convegno che stiamo organizzando con Acli Roma e Lazio, venerdì 22, su "Impegno cristiano e politica", cui mi si è già accreditata addirittura una tv messicana, l'intervista a Don Backy per la mia alta fedeltà di sabato 23 (che ho finito di montare poco fa) e il discorso che domani faremo alla Camera come giovani cattolici, con giovani ebrei e musulmani...

L’On. Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive, ha promosso, domani, giovedì 21 settembre, una Giornata istituzionale di conoscenza e  dialogo 

La giornata avrà inizio alle ore 12.45, con la visita al Presidente della Camera Fausto Bertinotti, presso la Sala del Cavaliere a Montecitorio.

 Nel pomeriggio, l’itinerario proseguirà con la visita al Tempio Maggiore di Roma (ore 16.30), dove la Ministro e i giovani incontreranno il Rabbino capo, Riccardo Di Segni. A seguire (ore 17.30 circa) la visita alla Grande Moschea di Roma, dove la delegazione verrà accolta dai rappresentanti della comunità islamica. Inoltre (alle ore 18.30) la delegazione si recherà dal Sottosegretario per i rapporti con gli Stati,  Monsignor Pietro Parolin presso la Segreteria di Stato Vaticana.

 

Venerdì 22 settembre, infine, la delegazione sarà ricevuta alle ore 9.15 presso il Viminale, dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato... Ma, a questo punto, io sarò risucchiata dagli ultimi preparativi per il convegno e quindi faremo staffetta con il mio segretario nazionale.

Ma sabato, se fa il caldo di oggi, me ne vado al mare!

 

fedelmente postato da concita | 18:43 | commenti | link |


lunedì, 18 settembre 2006
 

Potrei esordire mentendo. Dicendo che in questi gironi di assenza sono stata impegnata a rispondere a tutti gli ammiratori che mi avevano scritto in privato per venire a Tango con me.

O che sono stata impegnatissima con il lavoro.

O che è arrivato "l'uomo onesto" e mi ha condotto con sè verso lidi lontani e senza internet.

Invece no. E' solo, meramente e interamente colpa di Tiscali, che, per l'ennesima volta, mi sta dando problemi di connessione.

Nel frattempo, quella passata è stata la prima settimana di lavoro ininterrotto dopo le vacanze. E ci si è messa anche la pioggia (anzi, pioggia è dir poco) a minarmi il morale...

Per il resto: un ex fidanzato che non dimentica, una questione diplomatica interna risolta, la pianificazione delle attività collaterali cui dedicarmi da ottobre (tra tante idee, stanno vincendo palestra con multiprogram+corso di danza (che non sarà il Tango, abbiamo capito, ma la scelta che c'è dove farei anche le altre attività sportive è tra danza del ventre, danza africana e salsa (quest'ultima già scartata) e corso di inglese) e una conferma: la verità rende liberi!

Cioè, dire la verità, alla fine, è la scelta migliore.
Io, che sono una persona schietta (tanto da essere un po' spietata, delle volte), che dice sempre quello pensa (e, se proprio non posso dirlo, di certo non lo nego ammettendo il contrario), che spesso rischia in prima persona per la causa della sincerità, ho avuto l'ennesima conferma che affrontare le cose in maniera limpida mi fa stare bene.

Poi, certo, la cronaca vaticana di questi ultimi gironi ci insegna pure che ci sono verità che fanno male, e che, per motivi diplomatici, bisognerebbe tacere. Cose, insomma, che non c'è bisogno di spiattellare a tutto il mondo, anche si tratta di asserzioni di secoli fa...

 

fedelmente postato da concita | 12:12 | commenti (5) | link |


martedì, 12 settembre 2006
 

Mentre stamattina (ore 11.10 circa) andavo in radio, chi ti incontro? Javier Girotto, proprio dietro l'angolo e mentre, in macchina, mi ascoltavo l'ultimo album dei suoi Aires Tango, "Trentamila cuori".

In realtà, non c'è niente di strano, visto che alle 12 doveva essere in studio da me. Accosto, lo chiamo, lui all'inizio, con gli occhiali da sole, non mi riconosce, ma dopo i convenevoli gli faccio notare che era in anticipo. Non per essere inospitale, ma non ero ancora pronta!

Tutto a posto e poi, invece, mi fa lo scherzetto di presentarsi alle 11.40!
Dunque, ho dovuto improvvisare più di mezza intervista... Però, modestamente, ormai, me lo posso permettere.

Il tutto andrà in onda sabato 16 settembre alle 12.15 al solito posto...

Tra le altre cose (un'intervista fortemente a sfondo sociale/politico/storico), abbiamo parlato del Festival Buenos Aires Tango all'auditorium con il mio pubblico rammarico di non poter partecipare alle lezioni di ballo che fanno il pomeriggio alle 15.

Va beh, che ho ritmi elastici di lavoro, ma per due settimane, sparire alle 14, attraversare la città, infilarmi gonna ampia e scarpe con tacco&cinturino, stare lì un'oretta e poi tornare, non mi pare il caso.

E allora lancio un altro appello:
chi viene a lezioni di tango con me in una scuola romana?

 

fedelmente postato da concita | 19:19 | commenti (4) | link |


lunedì, 11 settembre 2006
 

L'anno prossimo chiederò al sindaco di non mettere la Notte Bianca a ridosso del rientro dalla 3 giorni aclista orvietana... Io non c'ho più l'età per i tour de force!

E se giusto una settimana fa, a quest'ora ero ancora sul traghetto e stavo riportando a casa sabbia&ricordi, da quest'ultimo viaggio riporto pr&interventi da far uscire dal cilindro sia quando mi serviranno ospiti in tv, sia quando mi toccherà scrivere qualche relazione politica...

Archiviato anche questo viaggio (anzi, per chi fosse interessato, l'archivio è sul sito acli), almeno per un mese me ne starò buona a Roma a riprendere i vari lavori (e, quest'anno, pare che ne avrò ancor più dell'anno scorso - a Dio piacendo), poi si riparte per Verona, dove so già cosa andrò a fare ma mi sa che ancora non lo posso dire...

Invece ho un paio di confessioni pubbliche da fare:

La prima, scusate, ma mi sono ritrovata in borsa le chiavi del cancello grande dell'agriturimo B&B che ci ha ospitato a Orvieto, il delizioso Casa Selita, (nella foto c'è proprio la mia stanza)... Chiedo venia... e cerco di recuperare con la posta.

La seconda è che quest'anno, ad essere sincera, ho zoppicato un po' nell'ascolto delle relazioni del convegno, ma, ammetto che, per quello che ho sentito con attenzione, l'intervento che mi è piaciuto di pù è stato quello un po' show del ministro dell'interno Giuliano Amato, una specie di Benigni isituzionale, che ha avuto battute per tutti (destra e sinistra), citazioni, idee, opere e ammissioni.

Dico subito che non è uno spot politico (anche perchè io che lo faccio "da questa parte" non sarei coerente...), ma, piuttosto, l'invito, per una volta tanto, ad una condivisione che non sa di opportunismo, per una vita buona e felice direbbero alle Acli.

fedelmente postato da concita | 09:27 | commenti | link |


giovedì, 07 settembre 2006
 

Ancora una valigia, stavolta nella versione donna-dirigente Acli per il convegno nazionale di studi di Orvieto.

Riprendere il lavoro, in questi giorni, non è stato affatto traumatico, anche perchè, per fortuna, da libera professionsita, ho i ritmi che voglio e, diciamola tutta, non è che 'ste vacanze siano durate molto, quindi non mi sono poi assentata troppo dal lavoro...

A togliermi energia è il traffico. E anche il cercare parcheggio al ritorno. Insomma, lo scotto da pagare in cambio di vivere nella magnifica Roma.

Magnifica con il suo calore e i suoi colori. Le giornate che si accorciano e il cielo che alle 19.30 ha il mio colore di cielo preferito, tra il tramonto e l'mbrunire..
Magnifica con i suoi incontri e i suoi sguardi.
Magnifica e unica.

fedelmente postato da concita | 13:03 | commenti (4) | link |


martedì, 05 settembre 2006
 

un nuovo sole

Stamattina mi sono svegliata ripensando a quest'immagine che risaliva esattamente alla mattina prima.
L'alba sul Tirreno, nel (lento) tragitto da Arbatax per Civitavecchia.

Rientro dalle (brevi) vacanze, dunque.

Dal concerto di Vinicio Capossela, sono passati pochi giorni, ma qui, rientrata a Roma, è già tutta un'altra storia.


E ore passate a crogiolarsi al sole, e negli occhi riflessi cristallini.
Ore di confidenze, chiacchiere futili, progetti futuri, e l'oro in bocca del mattino e le nottate di taboo e burraco.
Ore di nuotate, passeggiate, arrampicate sugli scogli, e aperitivi sulla spiaggia
( e le altre trasgressioni alla mia dieta per la serie "In vacanza se po' ffa!").


Ore di spensieratezza e raccoglimento, tra decisioni prese e altre rimandate da tornarci più preparata...
Ore di pensieri in libertà, tra riposo delle stanche membra e recupero per tutto quello verrà.
Ore di me e di noi, tra l'amore mancato e l'amicizia ritrovata
.

Ore da ritrovare nelle foto e rivedere nel cuore.

rocce rosse

 panorama e riflessi

fedelmente postato da concita | 21:28 | commenti (4) | link |


venerdì, 01 settembre 2006
 

"Ringrazio tutti i giovani che sono venuti qui"...

...Potrebbe essere una citazione del Papa (a proposito, ma Ratzinger che dice che "San Francesco era una specie di palyboy"?), ma, invece, è del padre di Vinicio Capossela, ieri sera!

Passo indietro: Quando siamo arrivati alla Baia dei Frailis, strada facedo Amalia aveva notato un manifesto del concerto di Vinicio da quelle parti non meglio identificate.

Allora io - che tanto ho capito che senza lavorare più di 2 giorni consecutivi non ci posso stare, anche se, in questo caso, ho sfoderato la parte migliore dei miei vari lavori, ovvero andare ai concerti!- mi sono attivata e, nel giro di 3 telefonate, ho scoperto dov'era esattamente e rimediato 2 accrediti.

E così ieri sera io, Amalia e Francesco ci siamo aventurati per il concerto tra le montagne di Nuoro, mentre le altre 2 coinquiline se ne erano andate a Cagliari dalla mattina per "motivi familiari".

Destinazione Tacchi di Osini (o solo TAccu, non l'ho ancora capito) - Rocce Rosse jazz.

Il vicino di ombrellone, cui, in mattinata, avevamo chiesto informazioni sulla strada, aveva detto che si saliva in montagna, quindi io, premurosa, prima di uscire di casa avevo raccomandato a tutti di portarsi qualcosa per le spalle.
Il vicino di ombrellone, però, poteva anche dirci che le montagne sarde la sera sono più fredde di Cortina!

Circa un'oretta di macchina e ci siamo ritrovati avvolti dalle rocce dell'Ogliastra. Viste dalle curve della strada in salita erano davvero suggestive.
Dopo aver sbagliato parcheggio la prima volta, perchè tutti si cominciavano a fermare e allora ci siamo fermati pure noi, ma, in realtà, si doveva salire ancora, ma noi, intanto,a vevamo già fatto 5 bei minuti in super salita, ci hanno fatto parcheggiare in un punto x insieme ad altre macchine che stavano arrivando.

Il guaio è che, intorno, non si vedeva che so, un'arena, uno stadio, un palazzetto dello sport, un locale, un bar...
Anzi, non si vedeva proprio niente, perchè era tutto buio e non c'erano assolutamente lampioni.
E non si sentiva manco che so, un sottofondo, un sound check, un brusio...

Ci guardiamo intorno... dal cielo spruzzato di stelle nitidissime, uno spicchio di luna a stento ci faceva individuare i profili degli altri malcapitati che stavano avviandosi per il concerto.
Ancora non sapevamo che avremmo camminato su un viale stretto circondato da alberi, per sicuri 20 minuti prima di arrivare, finalmente, allo spiazzale ciottoloso dove Vinicio si è esibito in tutta la sua istrionica arte.
L'unica cosa di cui eravamo certi è che faceva un gran freddo!
Al ritorno abbiamo appurato che fuori c'erano 10/12 gradi.
Io avevo un vestitino svolazzante e un coprispalle che sarebbero stati adattissimi per una seratina sulla baia sarda... Ma non avevo pensato di venire con il piumino da Roma per le vacanze al mare...

Quando arriviamo, Vinicio, vestito con una tunica di pelo tipo mammut (evidentemente aveva avuto al soffiata e sapeva che avrebeb trovato il freddo!), aveva già cominciato.
Quando al tipo che staccava i biglietti gli ho chiesto se c'era un settore per la stampa, mi ha guardata tra lo spaesato e lo sconvolto e si è fatto ripeterela domanda prima di dirmi di no. Poi ho capito perchè.

Era tutto all'aperto, con la platea ammucchiata da sotto al palco, tanto che, molto spesso, dei pazzi scatenati sono saliti accanto a Vinicio per ballare o dargli qualcosa o baciarlo o cose simili e sono stasti prontamente scaraventati di sotto dagli scagnozzi sardi.

A proposito, il fatto di essere arrivti tardi e di esserci accontentati di posti in piedi laterali non è stato poi tanto un problema, considerando che la rinomata altezza media della popolazione locale è realmente di 1 metro e 55 cm.

Il concerto è stato divertente e surreale come prevedibile.
Vinicio ha sfoderato varie mise e inneggiato varie volte alla Ichnusa, la tipica birra sarda.
Per la cronaca, non c'è stato mai un momento in cui Capossela non abbia avuto in mano un icchiere di qualcosa, tra vino, birra e altri liquidi rigorosamente alcolici, com'è nel suo stile.
Lui e i musicisti poi, hanno anche indossato le maschere con le facce degli animali che sono una caratteristica della tradizione sarda. E, a dire il vero, sono anche un po' inquietanti.

Tra pezzi vecchi e nuovi, c'è scappato pure un "tanti auguri" swing/folk per il padre che compiva, se non erro, 67 anni.
Non avevo mai visto la versione tenera di Capossela.
L'ha chiamato sul palco e abbracciato forte.
Chissà che pensa il padre di Vinicio di quel figlio trascinatore di folle strano e perennemente ubriaco...
Il signor Capossela è un anziano semplice semplice; era vestito con un giacchetto modello anni 80, grigio con i rombi arancioni e un po' sformato.

Ha preso il microfono e ci ha ringraziato per il coro, come detto nell'incipit.
Lì Capossela era più esaltato che mai!

Insomma, anche questa è Sardegna...

 

 

fedelmente postato da concita | 19:46 | commenti (2) | link |


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