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giovedì, 30 novembre 2006
Ieri mi è capitato di continuare a parlare della discussa fiction di Lino Banfi "Il padre delle spose", che ha valorizzato l'amore omosessuale di due donne.
Io non l'ho manco vista, ma svariati milioni di italiani sì.
Qualche politico cattolico si è mosso per contestarla, asserendo che la Rai, per par condicio, dovrebbe dare più spazio anche alle tipologie familiari tradizionali (che, a tutt'oggi, sono più numerose delle coppie di fatto), a quelle di coraggio (tipo madre sola con figli), a quelle numerose (seppur in via di estinzione), a quelle immigrate, magari.
Io non sono così integralista. La fiction è finzione per definizione. Le coppie omosessuali esistono per davvero e possono amare come gli pare (e sottolineo "amare", che è cosa diversa dalla perversione). E, in tv, le cose possono anche essere a lieto fine, insomma.
Dovremmo prendercela anche, allora, per tutte quelle volte che nei film hanno trionfato i tradimenti, le bugie, i figli che non rispettavano i genitori...
La mia domanda è: fino a che punto queste "licenze di comportamento" influenzano davvero la vita reale?
Sono cresciuta con i cartoni animati giapponesi.
A parte Pollon, Lady Oscar e Georgie, le mie storie preferite, confesso che c'era un cartone che aveva il potere di "gasarmi". Quello con la pallavolista Mimì.
Si badi che non ho mai sognato di emularla da grande. Ma, ricordo che dopo aver visto le sue partite in tv - che non ne ha persa manco una- mi rimaneva la "voglia di vincere", di essere forte, di non arrendermi.
Che male c'è?
Sapevo bene, anche a 6/7 anni, che nella vita non si può sempre vincere e che Mimì era un disegno. Però... da grande volevo sposare Lowell...
lunedì, 27 novembre 2006
Tra una cosa e l'altra mi sono anche permessa di parlargli del sondaggio che lo scorso anno ci vide combatterci la finale tra i migliori blog cattolici e lui vinse per poco. Era molto divertito dalla cosa. Lo sarebbe ancor di più se leggesse il mio blog così poco seriamente cattolico...
Gli ho premesso che il mio era un blog personale, niente a che vedere con il suo da vaticanista, dunque... La colpa era di chi aveva pensato di metterci nella stessa categoria!
A proposito di categorie.
Nell prima parte della puntata abbiamo parlato di "Cristo Re e i cristiani in politica" con due donne politiche: Luisa Santolini (Udc) in studio e Patrizia Toia (Margherita) da Milano.
Conoscevo già la prima perchè avevo organizzato con lei un incontro sulla vita e la famiglia prima del referendum sulla legge 40.
Lì per lì non gliel'ho detto e ho fatto gli onori di casa Rai. Poi, però, prima che se ne andasse, gliel'ho ricordato e lei mi ha detto che le era sembrato di conoscermi e mi ha chiesto: "E tu che ci fai qui?".
Io, sorridendo, le ho risposto: "Onorevole, sa, ha presente la flessbilità/precariteà di noi giovani, una vita tanti lavori per uno stipendio discreto?". Lei si è messa a ridere.
La mia battuta, in effetti, era ironica...
Ma non c'è niente da ridere!
In questi giorni poi, tra un'intervista a Raf, un accordo per Chivu (giocatore della Roma che intervisterò per il giornale delle Acli Roma come rumeno integrato) mi sono occupata anche di "donne" con il Coordinamento Nazionale delle Acli e sabato pomeriggio ho partecipato a un interessante dibattito con varie esponenti di spicco (Raffaela Milano - ass.re Politiche Sociali Comune di Roma, Anna Maria Parente CISL, Renata Natili CIF e Marinella Perroni Pres. Associazione Teologhe italiane- nonchè mia simpatica e brillante fan per avermi sentito parlare in una puntata di A Sua Immagine- quando ancora non ci lavoravo- di blog e pudore), per parlare di donne, potere e rappresentanza.
A proposito di potere... La mia presidente regionale (sempre delle Acli), a pranzo mi ha chiesto di cominciare a pensare a come declinare un ciclo di incontri sul tema della democrazia. E, la prima cosa che ho pensato, è stata di scegliere 5 parole chiave che "fanno la democrazia" e dedicare un incontro alla parola "potere".
Cioè, è facile conquistare il potere democraticamente, ma è più difficile mantenerlo restando un leader davvero democratico che non ha tentazioni di decidere da solo...
Chi ha orecchi per intedere, intenda.
giovedì, 23 novembre 2006
"Non v'è nulla che equivalga alla sospensione e all'ansietà per barricare la mente di un essere umano contro il Nemico. Egli vuole uomini che si preoccupino di ciò che fanno: nostro compito è invece farli preoccupare sempre a ciò che capiterà loro".
La frase è tratta dalla VI lettera di Berlicche dell'omonimo libro di C.S. Lewis, quello delle Cronache di Narnia, per capirci. Berlicche è il Diavolo esperto che scrive al nipotino Malacoda per insegnargli a fare "il suo mestiere". Il Nemico, dunque, è Dio.
Sto leggendo questo libro, che risale ben agli anni 40, su forte volere del mio amico An. che me l'ha consigliato/prestato. Non a caso lui mi conosce bene...
Quando mi è capitata sotto gli occhi la frase di cui sopra, ho, rabbrividendo, pensato a tutti i "film" che mi faccio nella testa quando desidero qualcosa, sogno ad occhi aperti. Insomma, quando mi preoccupo di ciò che mi capiterà più di ciò che faccio...
E' successo anche recentemente. Il risultato è un po' di amaro in bocca, unito a un senso di vuoto. E sono più le cose che mi mancano che quelle che ho avuto...
lunedì, 20 novembre 2006
"E' proprio vero. le persone non sono fatte per vivere da sole... o no?". Questo era la fine dell'incipit provocatorio della puntata di A Sua Immagine di sabato dedicata alla clausura, tema ripreso fortemente da B16 nell'Angelus di ieri.
La solitudine spaventa, si associa alla noia. Il problema sull' Isola dei famosi era come passare le giornate, quando il non far nulla equivaleva, appunto, alla noia.
Il fatto è che in clausura non si è sole, ne non si fa niente. Ma per noi, con giornate piene di tutto tranne che di silenzio, è difficile da comprendere.
A dirlo sono per prima io, che negli ultimi tempi ho trovato spazio per un sacco di cose extra da fare (compresi i lavori extra!), ma sempre meno per riflettere e meditare. Come se avessi paura di capire. O no?
mercoledì, 15 novembre 2006
Ieri è venuto in studio da me alla radio Riccardo Sinigallia, 36 anni ma non li dimostra. Se non altro fisicamente.
L'avevo già conosciuto un paio di anni fa per un concerto "Italia-Africa" e già allora mi fece una buona impressione.
Ma ieri ho scoperto che ha un'insospettabile vena cattolica. Parlava di speranza, di accettazione della morte, di vita, della nascita di suo figlio come l'evento più eccezionale della sua vita - "il trionfo del mistero della vita" dice lui-.
Parlava di "gioia a portata di mano", di gente che non sa dare una svolta alla propria vita (svolta che lui individua molto nel farsi una famiglia propria, cfr. "Padri di famiglia senza moglie e figli".
Io, di solito, non incalzo mai con le domande sulla fede, a meno che non ne venga fuori il discorso "da solo". E ieri ci stava tutta.
Quando gli ho fato notare che per noi cattolici la speranza viene dal Vangelo, da Dio, lui mi ha rispsoto che crede in Dio e ci pensa spesso.
Mi pare di aver capito poi, che abbia le idee un po' confuse e, sicuramente, un atteggiamento libertario su alcune posizioni.
Però un po' di "sostanza da coltivare ci sarebbe"...
Alla fine dell'intervista, colpita soprattutto dalle cose che aveva detto sulla vita e sulla speranza, gli ho chiesto così, a bruciapelo, cosa ne pensasse dell'eutanasia.
Nella mia mente che viaggia sempre a mille, s'era già insinuata l'idea di assoldarlo come testimonial per il nostro gruppo di "scienza e vita - Roma1".
Mi ha detto che la rispsota richiedeva un lungo ragionamento. Come se gli avessi chiesto dell'aborto. Per rispetto della sua privacy, non dirò esattamente cosa mi ha risposto.
Posso dire però quello che gli ho detto io: "chi crede veramente nella vita, deve essere disposto a difenderla sempre"...
lunedì, 13 novembre 2006
Ora di pranzo. Mi piace ricordare le parole di B16 ieri...
“Nelle nostre famiglie cristiane si insegna ai piccoli a ringraziare sempre il Signore, prima di prendere il cibo, con una breve preghiera e il segno della croce. Questa consuetudine va conservata o riscoperta, perché educa a non dare per scontato il ‘pane quotidiano’, ma a riconoscere in esso un dono della Provvidenza”. Lo ha detto, ieri mattina, il Papa, prima di introdurre la preghiera dell’Angelus, ricordando la celebrazione dell’annuale Giornata del Ringraziamento.
“Dovremmo abituarci a benedire il Creatore – ha aggiunto Benedetto XVI - per ogni cosa: per l’aria e per l’acqua, preziosi elementi che sono a fondamento della vita sul nostro pianeta; come pure per gli alimenti che attraverso la fecondità della terra Dio ci offre per il nostro sostentamento”. Ai suoi discepoli, ha sottolineato, poi, il Santo Padre, “Gesù ha insegnato a pregare chiedendo al Padre celeste non il ‘mio’, ma il ‘nostro’ pane quotidiano. Ha voluto così che ogni uomo si senta corresponsabile dei suoi fratelli, perché a nessuno manchi il necessario per vivere".
Lo ringrazio anche perchè dà la forza a mia nonna di prepararmi il pranzo praticamente tutte le mattine dal 18 maggio (giorno di inzio della mia dieta) a questa parte. E parte di questi quasi 16 kg in meno è merito suo.
Quante cose, dopo un po', diamo per scontate... E se cominciassi a ringraziare un po' di più?
venerdì, 10 novembre 2006
E' on line la mia intervista a Nicky Nicolai.
Manco qui posso raccontare le confidenze fuori onda, ma posso testimoniare la sa simpatia e il suo brio. E quanto chiacchiera! Mi ha raccontato un paio di aneddoti uno sulle sue origini e l'altro sul suo esame al Conservatorio.
E poi è una che si auto commenta le cose che dice... Parlava con me e con se stessa, praticamente. E siccome in regia era presente anche la sua disografica, ogni tanto parlava pure con lei... Il che equivale a più tempo per tagliare e montare la trasmissione per me. Grazie Nicky!
lunedì, 06 novembre 2006
Quando sono stata svegliata oggi, nel cuore della notte, non mi sono affatta spaventata.
Non si è trattato di uno spasimante cui ho tolto il sonno (figuriamoci, qui gli uomini dormono tutti bene!);
nè di un addetto alle forze dell'ordine che mi ha ritrovato la macchina (che tanto la mia non se la prende nessuno);
nè di mio fratello rimasto a piedi (anche perchè abita a Viterbo e spero che se gli capita chiami qualche concittadino)...
... Ma solo del mio carissimo amico An. che mi avvisava che la moglie aveva le doglie da parecchio e, come da accordi, mi aspettavano a casa loro per andare a vegliare "il patatone" M, 21 mesi di guance e dolcezza.
La tachipirina presa ieri sera mi aveva garantito già un bel sonno ristoratore. E il sorriso che mi ha fatto M. quando, appena sveglio, mi ha subito riconosciuto, mi ha ripagato di qualunque levataccia.
Insomma, è nata As.!
E adesso posso spegnere il cellulare di notte e dormire sonni tranquilli.
Ma se qualche spasimente volesse perdere il sonno per me...
giovedì, 02 novembre 2006
Ci sono ma non ci faccio. Da martedì sono rauca e da ieri a tratti semi afona, con una fastidiosa tosse secca. Oggi ho questa voce che ad alcuni potrebbe sembrare sexy. ma mentre parlo è capace che mi prendono gli attacchi di tosse e lì non sono affatto sexy.
Insomma, spero almeno di non avere la febbre. Che ai lavoratori precari non è concessa.
A parte il bollettino clinico, da segnalare martedì l'intervista con Piotta per parlare dell'hip hop e del linguaggio usato nel rap (partendo dalla domanda: " ma deve per forza essere così colorito"... che io a Radio Vaticana non le posso manco trasmettere certe canzoni?).
Mi trovo sempre bene con Tommaso (Zanello, aka Piotta). Extra intervista parliamo di tutto, dall'adozione dei gay all'eutanasia.
Mi ha fatto anche fare uno scherzo telefonico a un artista prodotto da lui, che abbiamo prima ufficialmente intervistato: Othello, rapper siciliano considerato l'unico esponente del christian rap italiano (c'è in particolare una canzone di Cerco Pace, "Il Mondo al Diavolo" che è una sorta di preghiera voi immaginatevi cantata dall'Eminem siciliano).
Pare che Othello sia molto cattolico e quindi gongolava per l'intervista con la Radio
Vaticana. Piotta ha voluto calcare la mano e gli abbiamo fatto lo scherzo che potrebbe diventare una ghost track nel suo prossimo album.
Ma di più non dico...
Dico invece che martedì sera, mentre la città si colorava di arancione e nero, io ho rivisto Al. (chissà poi perchè le persone che cito sul blog c'hanno tutte la stessa iniziale che crea confusione).
Questo Al. è un ex grande amore che non vedevo da un anno e mezzo, pur non avendo mai perso i contatti.
La serata è trascorsa tra chiacchiere, un po' di amarcord, sogni, progetti... E, proprio come volevo - e come ho fatto in modo che accadesse- non c'è stato altro.
L'amicizia tra uomo e donna, soprattutto se ex, è sempre qualcosa di complicato. Ma basta volerlo.
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