Alta Fedeltà

 

ovvero...
Comunico Ogni cosa Nella testa Ci sia: Incontri,persone e personaggi, Tuffi al cuore e nodi in gola, vita, musica e Amore.
Concita De Simone
Tra musica, cultura, amore, fede e solidarietà. Simpatica per natura, comunicativa per professione, ironica e appassionata per scelta...
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domenica, 29 luglio 2007
 

Ci sono delle abitudini irrinunciabili.

Per qualcuno è la sigaretta dopo pranzo (+ che altro un vizio).
Per altri, che so, lavarsi le mani appena rientrati a casa o, per restare sull'igienico, i denti dopo pranzo.

Per me è aggiornare il blog la domenica a quest'ora, qui, dalla redazione di RadioUno Musica.

Con in testa le varie novità discografiche di questa estate 2007 e oggi, Rio de Janeiro Blu di Mario Biondi è stata anche l'occasione per parlare dello strepitoso concerto cui ho assististo lunedì scorso.

Lui, il Barry White de' noantri che quando ha fatto "Just the way you are" proprio di Barry, mi sono pure venuti i brividi.

E gli High Five, gli archi della BIM Orchestra, la Duke Orchestra... insomma, con il palco della cavea dell'Auditorium pieno di ottimi musicisti.
Almeno sul mio blog posso azzardare i toni entusiasti che non si addicono al giornalismo e, quindi, lasciatemelo dire, il concerto è stato unforgettable...

Stasera si bissa con l'incontro jazz di Gino Paoli e martedì con Cammariere.

Poi, come d'abitudine, anche l'Auditorium chiude (oltre alla mia palestra/piscina)... ma per fortuna dovrei tornare a lavorare per la tv e saprò sì come impiegare il tempo (e riprendere le vecchie abitudini della riunione il martedì, i comunicati tra giovedì e venerdì ecc. ecc.).

Come ormai di consuetudine, anzi, va beh, d'abitudine, ieri sono stata al mare con Gl: tanto sole e baci casti in piscina davanti a suocera e combriccola.

C'è solo un'abitudine che ho evitato accuratamente: quella di prenderne troppe in amore.
Ho riflettuto che nella coppia vanno scampate il più possibile. Che dopo un po' ci si annoia.
E che non bisogna dare mai niente per scontato cedendo alla tentazione del "tanto ormai".

E che fermarsi a pensare durante la pronuncia del "ti amo", forse è l'unica buona abitudine dell'amore.

 

 

fedelmente postato da concita | 12:16 | commenti (4) | link |


domenica, 22 luglio 2007
 

Qui RadioUno. Mi concedo l'aggiornamento del blog mentre aspetto le 13.30 per riprendere la trasmissione.

Nella calma piatta della Saxa Rubra domenicale, rompono il silenzio della redazione musicale solo i tasti della mia tastiera e quelli del mio regista F.S. che inganna l'attesa come meglio può.

Ogni tanto cinguettano più forte gli uccellini e ci ridestano dal torpore e, soprattutto, dalla tentazione di appisolarsi su questa stessa tastiera.

Contegno, su dai!

L'altro giorno sono andata a sentirmi Damien Rice dal vivo alla Cavea dell'Auditorium, dove tornerò domani per Mario Biondi, una delle colonne sonore più frequenti della mia storia con Gl e quindi non vediamo l'ora, da bravi romanticoni.

Damien Rice è un tipo interessante. Un irlandese che ha alimentato la sua ispirazione con i vinelli toscani. Ha pure vissuto in Toscana, nel 1999, per qualche mese, ma ci ha fatto sentire un "grazie" e un "arrivederci", insomma, un po' di stentato italiano, solo alla fine del concerto. Lui suona e canta, canta e suona (inizia al pianoforte e prosegue con varie chitarre) e va come un treno per parecchie canzoni.
Alcune intimiste, altre più rock, altre sporcate di elettronica e finisce spiazzando lo spettatore dopo non aver parlato quasi mai (se non prima dell'ultima canzone prima del bis per dire: "Questa è l'ultima canzone"), con una sorta di piece teatrale dove lui recita la parte dell'ubriaco innamorato protagonista della sua ultima canzone (quella del bis, stavolta).

Prima fa un preambolo in cui racconta l'antefatto, poi uno dei suoi si presenta in grembiule sul palco, con una bottiglia di vino e un bicchiere in mano e gli versa da bere e lui finge (?) di ubriacarsi e canta attaccandosi con tutte le forze al microfono.

Gran finale con Damien di spalle che barcolla e lascia il pubblico incantato dalle sue doti di attore.
Interessante, dicevo...

A proposito di simpatie/antipatie, oggi ho pubblicamente dichiarato il mio disinteresse per Eros Ramazzotti, citando un'intervista a Paul Banks, leader degli Interpol, che su Xl di luglio ha dichiarato che da piccolo ascoltava sempre Eros Ramazzatti e gli piaceva molto la sua voce. Adesso invece ama andare sul tour bus dove si addormenta come un bambino.

Io ci ho ricamato sopra una battuta un po' maligna insinuando chissà quale nesso potesse esserci tra le due dichirazioni dette nel giro di poche righe...

Spero che Eros, se qualcuno glielo dice, sia del partito "purchè se ne parli" e non se la prenda a male...

 

fedelmente postato da concita | 12:11 | commenti (3) | link |


sabato, 14 luglio 2007
 

Da vicino, se non li avessi ma visti in tv o sui giornali, i signori Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks sembrano dei tranqulli turisti in pantaloni sporivi e t-shirt, arrivati qua insieme ai gruppi medio borghesi inglesi o americani.

E come ci hanno dichiarato ieri alla conferenza stampa in un blasonato hotel di via del Babuino, i Genesis amano Roma e se la girerebbero volentieri se non dovessero stare lì "a rispondere alle domande".
Ah, grazie per la considerazione!

Insomma, si sta per consumare l'evento capitolino dell'anno, l'ennesimo Telecomcerto che, stavolta, si sposta al Circo Massimo, già teatro del Live8, nonchè dei (forse più per i romani) memorabili show di Venditti, scudetti e Coppe del mondo.

E sed Phil è dovuto scappare a Ginevra perchè gli si è allagata casa (ma un vicino, un parente, una badante?!?), Tony confessa che ha una nuova e potentissima macchina fotografica e quindi in questi giorni ne approfitterà per tornare sui suoi luoghi romani più cari per ri-immortalarli come si deve.

Normali, insomma, finchè parlano. Poi stasera, quando suoneranno, già sappiamo che qualcosa di speciale sfodereranno dal cilindro, pronti ad stupirci anche con effetti speciali (tutto un gioco di luci ed effetti teatrali che accompagna le canzoni).

Normali, dicevamo e, tutto sommato, educati. Salutano, sorridono, ringraziano, confidano emozioni, rispondono, fanno battute, si alzano e si fanno fotografare. Tutto in sequenza.

In questi giorni, invece, mi è capitato di leggere dell'ennesima maleducata performance del pianista jazz Keith Jarrett, che sarà pure un mito del jazz, ma se la tira in maniera spaventosa.

L'ultima (di una purtroppo lunga serie di) scoscumatezze è dell'altro giorno a Umbria Jazz, quando, a un certo punto, si è infuriato e ha dichiarato: Non parlo italiano, ma se quei fottuti str… che hanno quelle fottute macchine fotografiche non le spengono, me ne vado. Io, Gary Peacock e Jack Dejohnette ci riserviamo il diritto di andarcene. Ogni persona che abbia accanto qualcuno con una macchina fotografica deve strappargliela di mano. Se non succede questo io lascerò questa maledetta città e voi avrete pagato il biglietto per niente. Il privilegio di essere qui è vostro, non mio".

Ah bello! Ma tornatene da dove sei venuto, mi verrebbe da dirgli. Ma io sono una signora e non gli rispondo con i soi stessi toni. Non ufficialmente sul blog, almeno.

Sapevo già che fosse un tipo scostante. Almeno un paio di volte all'anno viene a suonare in Italia, ma, mi avevano raccontato che non si è mai fermato a dormire nei nostri alberghi, perchè lui preferisce Nizza. Sempre.
Già questo non ce lo fa stare tanto simpatico.
Le produzioni potrebbero offrirgli i migliori 5 stelle nostrani, invece lo devono solo strapagare, così lui può starsene a Nizza, noleggiare un aerotaxi con contrabbassista, batterista e altre persone al seguito per raggiungere il luogo del concerto, e poi ritornare a Nizza a concerto ultimato. Magari ancora arrabbiato, che manco dorme tranquillo.

Sempre a Perugia, già nel 2000, smise di suonare perché a suo dire la temperatura sul palco era troppo bassa e pretese delle stufe.
E poi in giro se ne leggono anche altre....

Il 14 ottobre, Jarrett è atteso alla Scala di Milano...
Una buccia di banana sull'ultimo gradino? Un po' di colla sui tasti?
E se veramente, più elegantemente non lo invitassimo più o boicotassimo i suoi concerti?

fedelmente postato da concita | 11:06 | commenti (6) | link |


martedì, 10 luglio 2007
 

"Ciò che sappiamo di qualcuno, ci impedisce di conoscerlo", scriveva C. Bobin (e fose, da qualche parte, l'avrò già scritto io).

Citazione assolutamente calzante per "Vite in festa 2007", la festa delle Acli di Roma di domenica scorsa.
Garbatella. Piazza Damiano Sauli circondata da bandiere dell'associazione, con, imponenti, palco 6X8 con pedana di 8 metri collegata davanti e impianto di luci all' "Americana".

Un pugno di stand intorno e tanta voglia di portare in piazza la bellezza dell'integrazione. Tra persone, culture, tradizioni, carismi....

Oltre 3 ore di spettacolo che, visto dal palco, cioè da me, non valeva la prosettiva opposta. Anche se io potevo godermi i volti soddisfatti e festosi della platea.

Ecco, dopo tanta fatica, nell'organizzare, coordinare, presentare il tutto, la soddisfazione più grande è stata proprio far felice la gente. Perchè si stava bene, c'era un bel clima, e, diciamolo, si mangiava e si beveva gratis e non c'era nessun trucco e nessun inganno sotto.
(E chi stava agli stand a distributire panini o bicchieri di vino, come il mio dolce Gl che si rimboccato le maniche per l'occasione, mi conferma che la gente era stupita che fosse tutto bello, tutto buono e tutto gratis...)

E il coro e le coreografie dei bambini filippini, The Holy Fasmily Choral, con delle sorprendenti voci soliste da lasciare di stucco anche le orecchie più esperte.

E le danze folkloristiche degli ecuadoriani, gli Alpa Sumac, con i loro costumi e la loro volgia di fiesta.

E la "sfilata di moda dal mondo", con gli abiti tradizionali di Panama, Guatemala, Bolivia, Brasile, Congo, Senegal, Sudan, Etiopia, Eritrea, India, Bangladesh, Filippine, Romania: un trionfo di colori e suoni che entra dritto dritto nella top ten dei migliori momenti interculturali dell'anno ( va beh, non voglio esagerare, ma, modestamene, è stata una granbellacosa da vedere!).

E le note di "Roma Capoccia", che partono mentre tutte queste donne, uomini e bambini, tutti "nuovi romani", stanno ancora sul palco con una candelina in mano e giù, la platea che si unisce al coro di "Quanto sei bella Roma".

Archiviata "Vite in festa 2007", già si pensa alla prossima edizione.

...E mi immagino tra un anno... Nel lavoro, non saprei. Qui, ultimamente, arrivano cose belle all'imporvviso e io spero sempre ad majora!
Magari, ecco, nella vita privata, se le cose vanno così, il massimo dell'impennata potrebbe essere il matrimonio.

Mica male, no?

fedelmente postato da concita | 16:41 | commenti (11) | link |


domenica, 01 luglio 2007
 

Ho ancora in testa ( a parte la chioma bionda allisciata ma spiaccicata dal casco di Gl dopo il giro in moto - e che moto, direbbe Gl, orgoglioso della sua Ducati 748 rossa fiammante- di ieri fino a Ostia/ Castel Fusano) le canzoni che sto programmando stamattina su RadioUno e stanze, volti, consolle che ormai mi stanno diventando familiari.

Qui Saxa Rubra. Dalle finestre della redazione si scorgono una serie di casette nella prateria. Qui sotto ci sono perfino i cavalli. Il panorama bucolico è disturbato dalla fila di macchina dei lavoratori della domenica, di cui una, da diverse ore, ogni tanto, risuona con il suo squillante antifurto. Spero non sia la mia.

2 giorni in radio consecutivi. Ecco perchè mi ci sto abituando (magari durasse molto!).

Ieri ho mandato l'intervista a Ivan Segreto, che da quando (3 mesi) è diventato padre (di Emma) è ancora più dolce.

Tanta musica, insomma. Colonna sonora di questa estate che non avrei mai pensato potesse iniziare lavorando qui.

Oggi, mentre ascoltavo Henri Salvador & Gilberto Gil in Tu sais je vais t'aimer, pensavo a quella che, per il momento, è la prospettiva di vacanza. Una settimanella per la Costa Azzurra i primi di settembre, insieme a Gl, ovviamente. E magari una sera potrei convincerlo (lui, noto pezzo di legno) a ballare una chanson lenta e romantica, che con quella location non si può dire di no.

 

fedelmente postato da concita | 12:00 | commenti (6) | link |


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