Alta Fedeltà

 

ovvero...
Comunico Ogni cosa Nella testa Ci sia: Incontri,persone e personaggi, Tuffi al cuore e nodi in gola, vita, musica e Amore.
Concita De Simone
Tra musica, cultura, amore, fede e solidarietà. Simpatica per natura, comunicativa per professione, ironica e appassionata per scelta...
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mercoledì, 24 ottobre 2007
 

Ho sperimentato che le tasse sono bellissime!

Sì, aveva ragione il buon TPS...Cioè, bisognerebbe regalargli o fargli riscoprire il vocabolario dei sinonimi e contrari, perchè al posto di "bellissime"poteva dire, che so... utlissime, importantissime, ecc. ecc.

Però, visto che buona parte della nostre tasse vengono investite nella pubblica sanità, quando poi ti ritrovi ricoverato per 5 giorni in un pubblico ospedale, come è successo a me nei giorni scorsi, ti senti in pace con la coscienza perchè tu stai pagando la tua degenza e i tuoi infiniti controlli e, probabilmente, anche quelli della dolce rumena che hai di fronte.

Ebbene sì, ecco spiegato il silenzio degli ultimi tempi. Astinenza forzata dal pc.
La cosa ha inizio già domenica 14 (e asua volta c'era stata un'avvisaglia un paio di giorni prima): boom, mal di testa improvviso, prorompente, dilaniante.
La visita al pronto soccorso, le analisi del sangue, la Tac.
Nella testa il dolore e i pensieri rivolti all'altro dolore che vedevo intorno.

Io ho un'abitudine - e non lo dico per vantarmi- ma, ogni volta che sento passare un'autoambulanza faccio una preghiera: chiunque ci sia dentro, ha sicuramente bisogno di conforto.
Stando quasi 3 ore al ps, con tutto che io ero entrata come "codice giallo", ho inondato quele mura fredde di preghiere...

In sala d'attesa mia madre e Gl che facevano a gara a chi dava a meno a vedere la propria preoccupazione per  non agitare di più l'altro.
Pensavo anche a tutti quelli che ci vanno da soli al ps e che all'ospedale non hanno nessuno che li vada a trovare. Anzi, questo l'ho pensato nei giorni seguenti.

Mercoledì sera, dopo una giornata esaltante in cui ero stata ricevuta dal direttore radiofonico S.Z. cui era piaciuta una mia idea per un programma sociale, riecco il boom. Ancora più fragoroso e persistente della volta precedente.
Ero con Gl. E, oltretutto, mi si stringeva il cuore a dargli il mio dolore.
Torno a casa di corsa. La nausea e il dolore che non se ne è andato per tutta la notte.

Poi, il giorno dopo, all'ospedale San Giacomo soccorsa e accudita dalle mie amate suorine ospedaliere della misericordia.

Dopo il primo prelievo di sangue (io e le mie vene piccole che si restringono e così mi devono fare sempre un sacco di buchi prima di imbroccare quella giusta), il quasi collasso e le dita viola, con la dottoressa che mi vede e dice: "Che ne pensi se ti ricoveriamo?". E io, in quelle condizioni, non le ho saputo dire di no.

Era dai tempi delle tonsille, a 6 anni, che non mi ricoveravano in ospedale.
All'inizio ero un po' spaesata, ma ho trovato un infermiere natio di un paesello vicino al mio, anche un po' piacione (ma tanto Gl già lo sa), che cercava di tirarmi su il morale.

Mi affidano il letto 4 (ecco, nel linguaggio solito degli infermieri non hai un nome o un cognome, hai solo un numero di letto), quello vicino al muro.
Di bello c'era il finestrone che dava sui tetti dell'edificio che si trova in piena via del Corso e quindi, dalle finestre, si vedono tutti palazzi d'epoca. E ci sono sempre stati, al mattino, profondi raggi di sole che mi impedivano di leggere bene magari, ma, almeno, mi scaldavano il cuore.

In assenza del blog, ho annotato sul mio piccolo Moleskine giusto delle parole chiave: una carrellata di sensazioni non troppo piacevoli, una al giorno (solitudine/ depressione/rassegnazione/euforia - questa era per domenica e cominciavo a sospettare che l'indomani finalmente sarei uscita!).

Ma ho scritto anche vicinanza/solidarietà/amore (questi spalmati tutti i giorni).
A parte quello che si rifletteva dal mio letto, tra i miei familiari e le suore che mi venivano a trovare, ne ho viste (di queste cose) tante intorno a me. E tante ad alcuni, sono mancate.
C'era amore vero nelle cure della badante polacca della vedova del generale che avevo accanto. La badante è rimasta sola al mondo e mi ha confidato, mentre pettinava e imbellettava la sua 85enne "signora", che perciò si è attaccata tanto a lei.
Mi rimarrà sempre nell'orecchio il suo inconfondibile "tranquilia", per rassicurare la signora e, all'occorrenza, anche me.
C'era amore per i bei tempi che furono anche negli occhi e nei pensieri della distinta 85enne di cui sopra, che è arrivata con le unghie di mani e piedi laccati di rosso scuro e un vistoso anello al dito. E lei, che un giorno mi dice: "Io fino all'anno scorso ballavo! l valzer, il tango figurato... Datemi la musica e io guarisco, mica stando qui!"... E ancora: "Come vorrei un fidanzato... magari di mezza età, non dico giovane. Sui 70, 75 anni (Giuro ha detto proprio così!) per andare a ballare insieme!".

C'era amore nella scena opposta che mi sono ritrovata davanti proprio il primo giorno: la badante rumena accudita da un ultranovantenne che però non è più tornato a trovarla. Ma quanta tenerezza! Sarà rimasto lì più di due ore!

E poi, l'altra quasi ottantenne vicino alla rumena di fronte, con il cranio fasciato per una caduta, e con una faccia simpaticissima, che la mattina quando vedeva che ero sveglia, mi diceva sempre tirandosi un po' sui gomiti: "Bambola! Come stai?".

Ma la più simpatica erano l'87enne siciliana secca secca. La più sola, a dire il vero... Cioè quella che ha ricevuto meno visite e se ne stava tutto il giorno a impicciarsi amorevolmente delle visite degli altri. Ma che spasso! Si lamentava sempre del cibo: "Io sugnu siciliana! Che è 'sta schifezza di sugo?"... E come darle torto?!

In 5 giorni ho ascoltato le loro storie, ho rimboccato coperte e aiutato a bere il the e, davvero, mi si è riempito il cuore d'amore!

Naturalmente ero lì sotto osservazione e ho fatto tutte le mie cosuccie (non sono sicura che si scriva con la i... ma melius abundare, no?)

In ordine sparso: L'angiorisonanza con contrasto, la risonanza all'encefalo, l'elettroencefalogramma, l'elettrocardiogramma, la radiografia al cranio, l'ecodoppler ai vasi sanguigni del collo (questo lo sono andata a fare in un altro ospedale a Trastevere e mi ci hanno portato con l'autoambulanza... ma senza sirena!... E che rumore, per fortuna, il mio flusso di sangue!), lo screening del sangue (sì... un'altra volta!), i controlli con due neurologi e le varie visite mediche mattutine...

Poi, finalmente lunedì pomeriggio la "dimissione protetta" e domani, per la cronaca, altre due visite: oculistica e cardiologica, e sabato il controllo con la neurologa.

Per farla breve, per fortuna è tutto nella norma e abbiamo escluso le ipotesi più gravi. Forse è solo una forma, brutta, perchè il dolore era proprio forte, di cefalea.

A pate l'amore, mi rimane un po' la paura, lo ametto, di fare sforzi. Ma io, da brava romantica, lascerò trionfare l'amore al prossimo eventuale boom....(con una mano sul cuore e l'altra sulla bustina di antidolorifico).

ps. Cara Faby che prima o poi leggerai questo post, so già che mi chiamerai - se non l'hai già fatto dopo  le prime rghie dicendomi "ma perchè non me l'hai detto?"... Grazie, ma non volevo farti preoccupare. Tu devi pensare al tuo franceschino in grembo. Anche questo è amore!

 

fedelmente postato da concita | 18:31 | commenti (6) | link |


venerdì, 05 ottobre 2007
 

Caro Ministro Tommaso Padoa Schioppa,

mi meraviglio di lei: un uomo così garbato, serio, di classe, che se ne esce con una battuta così infelice!

Bamboccioni, eh?
Ma lei lo sa quanto costa un affitto a Roma? E quanto guadagnano mediamente i giovani, per lo più precari, di oggi?

Magari lei, che è persona equa e giusta, lo direbbe anche a suo figlio se stesse ancora a casa sua a 30 anni.
Ma c'è una vocina che mi frulla nella testa e mi dice che difficilmente i figli di un uomo del suo rango (e status economico) abbiano studiato solo in Italia e non se ne siano andati via, pagati da papà, già da parecchio.
Mi scuso se non è il suo caso e io sono una malpensante.
Ma le assicuro che la maggior parte dei coetanei (io, 30 anni a dicembre) nel giro delle mie conoscenze, che vivono da soli ( a dire il vero sono pochi), sono stati agevolati dal patrimonio familiare.

Io non ho di queste possibilità e vivere a casa con la mia famiglia è ancora una necessità ( e pure una fortuna, se penso a chi non c'ha i soldi e manco la famiglia!).

Però ho una bella dichirazione dei redditi che le vorrei rendere nota: nel 2006 ho fatturato 26 mila euro, e lo Stato me ne ha chiesti indietro 13 mila tra Iva e tasse varie, compreso un acconto Inps di quasi 2 mila euro di cui avrei fatto volentieri a meno.

Adesso lei mi propone 1000 euro di sgravio se me ne vado in affitto.
Oggettivamente: che me ne faccio?

E' stata la Rai, di cui, se non erro, lo Stato, con i suoi rappresentanti tra cui proprio lei, è azionista di maggioranza, a volermi una lavoratrice indipendente con partita Iva ( e non è che mi lamento solo, eh! Anzi, ringrazio la Rai che mi fa lavorare!).

Ma io, piccola imprenditrice di me stessa (che ho onestamente dichiarato tutto ma proprio tutto quello che ho gudagnato e non ho fatto nessuna "furbata" di quelle che mi insegnano i grandi imprenditori che una tantum finiscono finalmente nel mirino della GF) non guadagno ancora abbastanza per non rimetterci con questa partita Iva...

E lo sa quanti lavoratori precari ci sono alla Rai?

Ma sarò buona, caro Ministro, e spezzo una lancia in suo favore: è vero, tanti giovani non hanno voglia di rishiare, di prendersi responsabilità e rimandano a data da destinarsi le decisioni serie sul proprio futuro.


Oggi, su giornali, tg, gr, e news on line, sono tutti indignati per questa sua battuta. Tutti contro a destra e a sinistra (unanimità che non capita spesso, quale merito!)...
E qui, mi permetto di dire, si vede che lei è un tecnico, un battitore libero che non ha un partito dietro ma solo tanta stima...

Magari trovassero tanto spazio gli antibamboccioni! Gli esempi di giovani coraggiosi e impegnati o quelli che "si fanno da sè"...


Magari, se ha un po' di tempo... potrebbe leggersi qualche blog.

fedelmente postato da concita | 11:08 | commenti (8) | link |


mercoledì, 03 ottobre 2007
 

Una situazione raccolta ma che distende la mente.
Un angolo di intimità che diventa palcoscenico.
Tappeti e canzoni, divani e parole.
Benvenuti a Salotto live!

L'esperienza a Salottolive mi ha lasciato oltre che un piacevole ricordo, anche uno stato di fibrillazione.

Capirai, nelle cose nuove e che mi piacciono, mi ci butto sembre a capofitto, e qui ne valeva davvero la pena. E non vedo l'ora di tornare.

La cosa bella di un house concert, anzi, le cose belle di un house concert sono:
1) quando arriva la gente: ti viene spontaneo salutare tutti e ringraziarli per il vino.
Quando vai a sentire un concerto in un locale, ti viene molto più spontaneo startene per i fatti tuoi e di quelli strettamente con cui sei arrivato.
Risulta quindi un'occasione straordinaria e sana di socializzazione.


2) Il pathos che si crea in salotto è assoluto e irripetibile.
Hai gente stipata per terra fin sotto i piedi e, quando parli, sai che ti stanno ascoltando attentamente. In un locale, per quanto piccolo possa essere, ti distrai molto più facilmente.

3) I re che alla loro corte radunavano i menestrelli ci avevano già capito tutto.
Tra il rigore della qualità e la disinvoltura che ti viene dalla location.

La frase con cui ho aperto il post mi era venuta in mente un giorno guidando tra circo massimo e lungotevere (e, salvo limarla successivamente, avevo dovuto ripetermela fino all'arrivo in redazione per non dimenticarla).

Come incipit per la presentazione mi sembrava che potesse funzionare. E così è stato; anzi, così si è dimostrato: una situazione intima che distende la mente. Un angolo di intimità che diventa palcoscenico.

Ed è stato bello condividerlo con Luca Gemma, che ho scoperto artisticamente e umanamente e vorrei proprio non perdere di vista/di ascolto.

Di Salottolive rimane anche l'amicizia che si è instaurata con Claudio R., l'ideatore e animatore di tutto il progetto, un pazzo scatenato con e senza vino.

E su tutto e tutti, Gl, ad accompagnarmi, seguirmi, ascoltarmi... amarmi.

fedelmente postato da concita | 08:49 | commenti (2) | link |


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