Chi semina raccoglia.
Non sempre "più grande" equivale a "più saggio": per il "più grande" tocca rassegnarsi, per il "più saggio", ci sto lavorando.
E così, dopo aver seminato evidentemente benino in questi anni, nel giro di 20 giorni ho raccolto, inaspettatamente, due proposte lavorative molto allettanti, senza aver mosso un dito per spedire cv.
La prima sarebbe una novità assoluta: non ha a che fare con radio e tv, nè troppo con il sociale, ma soprattutto, c'è la prospettiva di un contratto a tempo indeterminato. E questa sarebbe la novità più assoluta della mia vita!
A parte questa considerazione venale, si tratta comunque di una cosa nelle mie corde e molto stimolante, frutto di anni di volontariato/parrocchia/oratorio/baby sitting: non devo andare a fare la badante (!), ma il datore di lavoro - una persona alquanto in vista in quel certo ambiente che mi aspetterebbe- mi conosce e stima per questi meriti.
La seconda sarebbe in linea di continuità con quello che già faccio in tv, oltretutto per un programma, direi "cugino", che darebbe finalmente un filo conduttore unico alla mia settimana lavorativa ingolfata, a tutt'oggi, di pensieri diversi. Frutto, insomma, degli ultimi tre anni.
Certo, chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova...
Diciamo pure che non era mia intenzione cambiare 1 lavoro di 2 (cioè, quello alla Rai non si tocca).
In questi giorni dunque, mi sto mettendo in discussione per capire, incredibile ma vero, non più il mio bene, ma il nostro bene.
E quando dico "nostro", intendo mio e di colui con cui vorrei condividere il mio futuro imminente, ovvero Gl.
Se questo blog fosse un fumetto, qui, a questo punto, ci sarebbe un'esplosione di cuoricini.
Se sono rose, fioriranno.
Insomma, meno male che c'è almeno la saggezza popolare su cui fare affidamento.