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venerdì, 19 settembre 2008

VOGLIO FARE UNA DENUNCIA (ma sembra difficile)!
La foto parla da sè. E i tg parlano delle morti bianche. E' pazzesco, anzi, ci sono due cose pazzesche: La prima è che gli operai accanto al mio palazzo, una squadra giovane e tutta di italiani, da come parlano, lavorino senza casco di protezione mentre montano l'impalcatura.
La seconda è che è più di un'ora che provo a chiamare, nell'ordine:
1) il 112 che mi dice di rivolgermi all'ispettorato del lavoro, dandomi un numero di tel. che risulta un fax, oppure i vigili urbani.
2) l'ispettorato del lavoro perchè penso che ai vigili, in questi giorni, abbiano chiesto di fare altro.
3) l'ispettorato del lavoro ancora... e per altre 3 volte, prchè ogni volta, pur con numeri diversi, mi risponde sempre la stessa centralinista.
4) il Patronato, che però ha gli stessi numeri che ho io.
Adesso, sono almeno 5 minuti che sto al telefono con i vigili ad ascoltare Ennio Morricone...
Ti fanno passare la voglia di essere un cittadino responsabile!
Non sono Beppe Grillo e la mia denuncia sul blog sarà letta da pochi. Ma spero serva a qualcosa.
martedì, 16 settembre 2008
Richard Wright, il tastierista dei Pink Floyd, non c'è più. La reunion non si farà.
Ultimatum e trattative all'Alitalia, ce ne sono fin troppi (con tutto il rispetto per i lavoratori). Ma l'accordo si farà?
Qualcuno (Veltroni), qualche mese fa, andava in giro a dire "Si può fare". Ma non gliel'hanno fatto fare. E manco si è "opposto" tanto.
Io, nei mesi scorsi, parlavo tanto di matrimonio, ma poi mi sono accorta che ancora non si poteva fare. Meglio tardi che mai (l'accorgersene, non il matrimonio, che, come dice sr Paola, io, per come sono fatta, sto meglio da sola che con un cattivo marito!).
Mentre riprendo pian piano le mie varie attività, e cerco di mettere in atto tutti i buoni propositi d'inizio anno (finire di digitalizzare la mia infinita rubrica di lavoro, segnarsi in palestra/piscina, riprendere danza del ventre oppure convincere Gl -tocco di legno- ad andare insieme a tango, trovare la voglia di andare regolarmente ai "10 comandementi", ecc.: tutte cose che si possono fare!), tra le prime piogge torrenziali e i primi freddi da non dormire più scoperti, mi impegno nel mio discernimento per capire quello che devo e quello che non devo più fare.
Insomma, ci sono cose che non si posso fare. Per tutte il resto, c'è la Provvidenza!
venerdì, 05 settembre 2008
Dopo aver scritto tanto di me, ultimamente, a beneficio di quanti amano le soap operas ma non hanno il tempo di guardarsele in tv (vero Faby?), oggi, nel giorno in cui si ricorda la Beata Teresa di Calcutta, ci tengo a richiamare l'attenzione su quanto sta accadendo in una parte del mondo dove io ho lasciato il cuore: l'India.
Mi riferisco alle persecuzioni contro i cristiani nell'Orissa.
Perchè ci sono silenzi che fanno bene. Quelli a meditare davanti ai tramonti o nel segreto di chiese e camerette. Ma ce ne sono altri che vanno rotti, scavalcati con potenza e indignazione.
Oggi la Cei ci chiede una giornata di preghiera e digiuno come protesta pacifica e non violenta, nel solco della tradizione indiana del dharna, per richiamare l'attenzione della comunità nazionale e internazionale sulle tragiche vicende e pregare insieme - nelle parole del cardinale Varkey Vithayanthil - "per l'armonia tra le religioni e la pace in India".
E io allargo volentieri il campo visivo, per ritrovare, almeno idealmente, tutti i bimbi che aspettano che "Miss Macarena" (come mi chiamavano da quelle parti dopo aver esportato la mia Macarena casareccia/tribale) torni a trovarli.
lunedì, 01 settembre 2008
 
Quando, tra Bosa e Alghero, mi fermavo continuamente a fotografare tramonti, pensavo solo di trovarmi nel posto giusto, al momento giusto, ma senza la persona giusta accanto: era tutto troppo romantico per condividerlo solo con i miei pur fantastici amici.
Se avessi cominciato a scrivere questo post stamattina, avrei parlato di quanto fosse emozionante ri -innamorarsi della stessa persona, riscoprire il piacere di stare e progettare insieme...
Invece scrivo adesso, con il magone del sogno che, ancora una volta, si infrange...
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